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CODEVIGO 2 - PERAROLO 1 (v 2.0)

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
A causa di un improvviso acquazzone estivo scagliatosi sull'amena località che determina il punto di non ritorno per i vacanzieri della domenica che decidono di passare qualche ora sulle splendide spiagge del sottomarinese, la cronaca della partita di ieri pomeriggio tra Codevigo e Perarolo ci è arrivata dal nostro corrispondente solo grazie ad un telegramma spedito dalle poste di Civè, laddove la popolazione locale aveva ripiegato prima di essere sommersa dalla mareggiata.
Bloccati, braccati, impossibilitati a comunicare con l'esterno, come in un film con gli ufo, approfittando dell' unico apparecchio atto a ricevere e spedire messaggi ancora in funzione il nostro operatore anzichè chiamare rinforzi ha deciso di spedirci la cronaca della partita. Di lui e degli altri civili che erano con lui non abbiamo ancora notizie. Queste potrebbero essere le sue ultime parole.
 


Campo di merda. STOP.
Che in confronto queo de Arin jera el Campnou. STOP.
Gioco ovviamente condiziato. STOP.
Perarolo un po' meglio, ma neanche tanto. STOP.
In panchina Pennywise e suo cugino Bernywise sono seduto chick to chick. STOP.
Spettacolo garantito. STOP.
Rigore dubbio su Kiba. STOP.
Paolo s'incarica del tiro. STOP.
Parato. STOP.
Fine primo tempo. STOP.
In panchina si studia la storia con il grande gioco dei mimi. STOP.
Peccato che nessuno sappia nè chi sia Giulio Cesare nè cosa sia il Rubicone nè che il primo si sia trovato nei pressi del secondo. STOP.
Inizio secondo tempo. STOP.
Perarolo padrone del campo. STOP.
Un paio di grosse occasioni sciupate. STOP.
Ospiti meritatamente in vantaggio. STOP.
Kiba maramaldeggia in area e batte il portiere in uscita. STOP.
Partita in ghiacciaia. STOP.
In panchina si scoprono le funzionalità di "Folletto Massaro", l'aspirapolvere umana. STOP.
Perarolo ripiega in cerca del contropiede ammazzapartita. STOP.
Invece viene ammazzato il Perarolo. STOP.
Prima azione ragionato dei padroni di casa: minuto 89'. STOP.
Bedon, letterale I: "no ciaparemo miga gol desso". STOP.
Tiro da fuori, Beccò si tuffa sulla sua destra, ma scivola troppo. STOP.
Respinge corto, arriva il centravanti biancorosso e pareggia. STOP.
I giallorossi, ieri in rosanero, cercano di reagire. STOP.
Bedon, lettarale II: "va ben, desso vinsemo do a uno".
Ma contro ogni logica e ogni pronostico e ogni Bedon si beccano un contropiede sulla fascia destra. STOP.
Cross che attraversa tutta l'area piccola. STOP.
Irrompe Mario, che aveva lavorato per la vecchia "la new asfalti massaro" e covava forte rancore nei confronti dell'ex datore di lavoro, reo di averlo mandato a togliere amianto in canottiera e espadrillas, sigla l'inesplicabile 2 - 1. STOP.
Triplice fischio, quadruplice bestemmia. STOP.
Cala la notte su Codevigo e Civé. STOP.
Siamo ancora chiusi qui dentro, venite a salv

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CODEVIGO 2 - PERAROLO 1

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
A

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PERAROLO 2 - SAMBRUSON ANCA

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
Pareggio dolceamaro, chiaroscuro, dublefas per il Perarolo, impegnato nella gara casalinga contro l'Ambrusian Sambruson ma ancor di più nel progetto di recuperare posizioni preziose in classifica. Progetto che deve assumere una battuta d'arresto in virtù del pareggio ottenuto al termine di una partita giocata sotto un'abbondante nevicata, con tanto di arbitro "costretto" ad indossare k-way con il cappuccio e berrettino con visiera... Al mondo si era visto raramente qualcosa di più pietoso. Da notare peraltro che il direttore di gara, che era lo stesso che aveva arbitrato la gara d'andata tra le due compagini, ha inconsapevolmente risposto affermativamente alla domanda posta da Luca Pajaro un paio di settimane orsono: "al ritorno mandano gli stessi arbitri dell'andata?". Sempre per rimanere nel campo del paranormale, da sottolineare la confortante presenza di spirito di Penny "Bernywise" Levorato che durante l'appello nel sentire il suo cognome, e fregandosene totalmente del fatto che la sua maglia veniva due numeri dopo, rispondeva anticipando a "gambatesa" l'omonimo Elaborato, sempre più fiero di portarsi appresso un cognome del genere (da ricordare la sua confessione di una lontana, ma nemmeno tanto, parentela con Diugà).
Ma bando alle ciance: il Baffo deve fare i conti con un paio di infortuni, la squalifica di Paja Onga e il sicuro reclamo degli ospiti per la presenza nel roster di Camacho, ufficialmente squalificato per i fatti di domenica scorsa, ma a scanso di equivoci, cari lettori, vi rassicuriamo che è tutto sotto controllo: il fiero baluardo ha scontato la sua squalifica in occasione del recupero di mercoledi sera scorso di cui vi abbiamo dato fedele cronaca su queste colonne. E' anche vero che dopo il precedente di Cugino, di certezze in via Diaz non ce ne sono più... Incrociamo le dita, che un punto in più non fa comunque schifo. Ecco allora che la formazione titolare è composta da Beccò, i cui ciuffi di barba continuano a crescere ispidi e irregolari; Trivella, Mr. Lui e Fornaro in difesa; Pato, Fefè e Totò a centrocampo con Luca Pajaro mandato in missione sulla fascia sinistra e Kiba e Morticia a chiudere l'undici titolare. Il primo tempo è escusiva dei padroni di casa: i giallorossi, ieri in blu Piedone, non si rendono protagonisti di occasioni particolarmente clamorose, se si eccettua un'asta colpita da Pajaro, ma sono costantemente proiettati nella metà  campo avversaria. Il centrocampo gira a buoni regimi, la difesa regge bene l'impatto di due punte sufficientemente fisiche e tecniche, e l'attacco cerca di scardinare l'attenta retroguardia rossobianca, anche se con fortune alterne. Il punteggio di 0 a 0 che matura alla fine del primo tempo è pertanto sostanzialmente giusto, considerando anche che Beccò deve impegnarsi solo in un'occasione, abbrancando un'insiodiosa punizione dal limite, calciata dallo stesso mancino che all'andata aveva condannato la squadra del Baffo.
Nella ripresa invece le due squadre si sbizzarriscono, e la prima a farsi notare è proprio la compagine di casa, che passa in vantaggio al quinto minuto allorquando Pato sfrutta al meglio il suo magic moment calciando dal limite dell'area una palla in maniera sporca che più sporca non si può: la palla rotola lemme lemme, fa un paio di salti, una capriola, due rotazioni e una rivoluzione e si insacca alle spalle dello stupefatto portiere veneziano. Il Perarolo reagisce alla solita maniera al vantaggio: allungandosi in cerca di un gol che chiuda il conto, e lasciando scoperto il fianco agli attacchi degli avversari che, essendo in svantaggio, ci mettono qualcosa di più. E' così che la partita prende fuoco e i due portieri cominciano a scaldarsi un po'. Ad approfittare per prima della situazione è la squadra ospite, che coglie impreparata la difesa giallorossa, e trova il pareggio con un prestigioso pallonetto dalla trequarti campo. Autore della rete, senz'altro una delle più pregevoli del campionato in corso, è il talentuoso Berni che, memore del precendete contratto con mediaset, riveste i panni di Mr. Lui e beffa Beccò in occasione dell'unico anticipo che gli riesce nel corso di 60 minuti. In effetti la sua spaccata è provvidenziale, perché ferma sul nascere una pericolosa azione in contropiede e in superiorità numerica del Sambruson, ma per qualche strano principio fisico (che nessuno dei presenti sa spiegare, ma che la troupe di "Ragazzi... c'è Voyager" è già pronta a svelare nel corso della prossima puntata) la palla s'inarca in cielo e supera il portierone perarolese con una parabola perfetta.
I biancorossi, sulle ali dell'entusiasmo, si buttano a capofitto alla ricerca del gol della vittoria, e nel giro di un paio di azioni passano in vantaggio: stavolta è proprio Beccò, incolpevole in occasione dell'autogol, a dover fare ammenda perchè tutto nasce da una sua presa un po' saponosa. La palla, non trattenuta, finisce sui piedi del tutt'altro che veloce ma sufficientemente lesto numero 11 ospite che ci mette un po' prima di calciare e lo fa solo quando lo scontro con il portiere, in uscita disperata, è inevitabile. Il pallone finisce abbondanemente fuori, ma il direttore di gara, da sotto il suo cappuccio, decide di assegnare calcio di rigore. Decisione quanto mai discutibile, e davvero strana se è vero come è vero che fino a quel momento, lo diciamo in tutta onestà, aveva arbitrato quasi a senso unico in favore del Perarolo, memore forse dei tanti torti riservati ai giallorossi in occasione del match d'andata. Beccò chiede spiegazioni, e il talentuoso arbitro risponde di aver assegnato il rigore per sanzionare "l'intenzione". Al termine della gara, Beccò va a confessarsi al Santo.
Neanche da dire che il rigore viene trasformato e che il Perarolo si ritrova improvvisamente nel baratro: il punteggio è bugiardo, inspiegabile, ma è altrettanto inspiegabile la metamorfosi della squadra di via Diaz, che, se si eccettua un'occasione sprecata da Kiba Cavallo, non è praticamente mai stato pericoloso. Siamo già nel recupero e per una volta i minuti finali non sono fatali, non ai colori giallorossi per lo meno: è Pippo Jordan Giordari a procurarsi con molto mestiere un calcio di punizione dal vertice destro (per chi attacca) dell'area di rigore. Totò giunge nei pressi della palla e confessa: "Macho, adesso tiro in porta" "No sta fare cassade" è l'approvazione entusiasta... Nessuno saprà mai se la palla che parte dal piedino calabrese fosse effettivamente intesa come un tiro in porta o meno, fattostache del tiro in porta non ne ha assolutamente i connotati, nè tantomento la direzione, ma è altrettanto vero che il pallone va a colpire la cerega di Bernoccolo Cugino che segna il gol dell'insperato pareggio e in attimo ritrova stima e fiducia da parte dello spogliatoio, che ormai lo dava per partente e francamente ne auspicava la partenza, visto anche l'orribile partita che aveva disputato fino a quel momento.
In spogliatoio i sorrisi per il punticino sono misti ai musi lunghi per i due persi e all'incredulità per l'ennesima prestazione difficilmente spiegabile. "Speriamo che si trattasse di stanchezza" ipotizza il Baffo "e che domenica prossima, con un minimo di riposo alle spalle, sul terreno tutt'altro che temibile del Codevigo riusciamo a non complicarci la vita da soli".

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S'ANNA 3 - PERAROLO 4

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
Succede un po' di tutto nel secondo recupero infrasettimane consecutivo che il Perarolo si vede costretto a disputare, causa inversione dei campi, sul terreno nemico. E che terreno! Dalla nostra postazione preferenziale e sopraelevata è evidente che il manto erboso lascia davvero a desiderare, e, complice anche un pallone non particolarmente gonfio, produce effetti negativi sulla qualità del gioco.
Il Baffo schiera il rientrante e mezzo febbricitante Beccò tra i pali, Trivella capitano e al centro della difesa, supportato dal Fornaro, Diarea e Cugino; a centrocampo un trio di mancini: Fefè, Totò e Pajarò; in attacco Pato, Morticia e Paja Onga.
Il Perarolo parte un po' arrembante e stando a quanto ci riportano i nostri vicini di postazione (chi scrive ammette di non aver valutato correttamente l'enorme distanza tra l'abitazione e la sede di giuoco e di essere quindi arrivato in ritardo per il fischio d'inizio) pare confezioni due buone opportunità nei primissimi istanti del match. Di sicuro c'è che quando lo scrivente trova spazio tra la foltissima tifoseria presente al "Patataro In Incognito" Paja Onga sfrutta nel peggiore dei modi una ghiottissima opportunità: smarcato perfettamente da Pato nel replay - a ruoli inversi - del gol di domenica scorsa ad Arino, il veloce cursore non sembra trovare la velocità necessaria per battere il diretto avversario e si accontenta di calciare dal limite dell'area con esiti disastrosi.
I nerogialloblu casalinghi non sembrano essere particolarmente temibili, e gli unici fastidi sono creati dall'accostamento cromatico - fortunatamente lenito dalla scarsa illuminazione - e dal talentuoso numero 10, che mette in difficoltà la retroguardia dei giallorossi, ieri in rosanero, con la sua mobilità ed un piene educato. A dirla tutta però, sembra che gli ospiti si mettano in difficoltà da soli, a causa di una condotta di gara indisciplinata soprattutto a centrocampo - laddove la distanza tra i tre giocatori è troppa e favorisce gli inserimenti degli avversari - e probabilmente per un minimo di stanchezza che non si può non far sentire alla quarta gara nel giro di 10 giorni. Preoccupante in particolare la cronica incapacità di intivare un passaggio, anche il più elementare. A farne le spese è Cugino, che rientrava dalla doppia squalifica, e abbandonderà il terreno di gioco alla mezzora circa quando il Baffo, irritato, ne punisce uno per educarne 100, o per lo meno 11, sostituendolo con Kiba Cavallo. Cugino reagirà malissimo alla sostituzione, ma ne daremo conto in un secondo momento.
Nel frattempo infatti i padroni di casa sono passati in vantaggio: per l'ennesima volta un giocatore si fa metà campo senza essere contrastato, arriva in area e calcia. La palla finisce sulla traversa e va a sbattere contro un compagno di squadra che dormiva a pochi passi da Beccò per poi finire in rete. Probabile, anzi molto probabile, che il sonnambulo si trovasse in fuorigioco ma l'arbitro, che da questo momento in poi (ma forse fin dallo sciagurato giorno in cui decise di intraprendere la "carriera" arbitrale) entrerà in una spirale di errori l'uno più clamoroso dell'altro.
In qualche modo però il Perarolo riesce a trovare energie e attributi per far valere la propria superiorità e confeziona il gol del pareggio con Pato, sempre più bomber, che è lesto a battere il portiere avversario sugli sviluppi di quella che probabilmente è l'unica azione degna di questo nome da parte del Perarolo. Perarolo che in un batter d'occhio spreca l'opportunità di passare in vantaggio allorquando il maggiore dei Cavallo non riesce a scavalcare il portiere in uscita disperata.
Passa qualche minuto ed ecco un'altra amnesia giallorossa: altro uomo che si fa una galoppata (non ce ne vogliano i due lucani) indisturbata, arriva in area e calcia di precisione sul palo alla destra di Beccò. 2 a 1 e tanta incredulità sugli spalti laddove la torcida di casa, in sciopero, non festeggia. Si sentono pertanto solo i lamenti della tifoseria ospite, capitanata da quel Piedone l'Africano che, riconosciute le origini chioggiotte del direttore di gara, non lesina complimenti, in particolare sull'acquisto dell'ultimo ritrovato tecnologico, la mastella a motore. Ma giusto il tempo di mettere la palla al centro e subire un fallo al limite dell'area che il Perarolo trova l'importantissimo pareggio: Zaghetto calcia malissimo in direzione del portiere ma sufficientemente forte perchè la palla si infranga sulla capoccia di un difensore che insacca di prepotenza. 2 a 2 veramente importantissimo perchè conquista pochi attimi prima di andare al riposo, e quindi di avere un minimo di serenità in più. Non a caso la ripresa parte con un Perarolo convinto e convincente, che si procura subito una buona palla gol e si porta in vantaggio nell'azione successiva, ancora con Pato Cavallo, che ha gioco facile nell'entrare in area avversaria e superare il numero 1 di casa. Al decimo, l'episodio più increscioso di un arbitraggio che abbiamo già definito imbarazzante: Paolo Morticia (cui già erano stati negati parecchi falli subiti) si libera di due avversari in area di rigore e ad un passo dal portiere viene clamorosamente strattonato per la maglia. L'arbitro non può non vedere e infatti... con la mano fa chiaramente segno di continuare. Il pubblico è furente e basito, ma è più furente che basito e perfino l'aplomb che solitamente caratterizza lo stile del presidente viene messo da parte per l'occasione.
Ma il Perarolo non demorde e continua a spingere, fino a quando la casacca nera, ieri in bianco "moreno morello", è costretto suo malgrado a decretare un penalty per fallo di mano in piena area di rigore. Per la verità il fallo è anche del tutto accidentale e non voluto, ma il rigore, soprttutto dopo l'episodio precedente, non si poteva non dare. Paolo dal dischetto, ed è 4 a 2 per gli ospiti.
A quel punto, come è già accaduto in passato, i giallorossi si mettono col cuore in pace a vivacchiare sul doppio vantaggio e i padroni di casa ne approfittano per accorciare le distanze. Punizione dal limite: la palla è calciata discretamente, ma Beccò forse la vede in ritardo, forse si butta in ritardo e di sicuro la barriera non da un contributo nel fermare un palla che passa appena sopra la spalla dei giocatori e si deposita lentamente ai piedi del primo palo. 3 a 4 e partita che si riapre: manca un quarto d'ora abbondante ed è il S.Anna a fare la voce grossa mettendo più volte alle strette la retroguardia guidata da Trivella, ormai logora e incapace di respirare. A dire il vero i Baffo Boys hanno a disposizione un paio di contropiedi per riallungare le distanze, ma le sfruttano malissimo e il risultato è solo quello di allungare la squadra ed esporla ancora di più alle folate avversarie. Il pubblico ospite, l'unico rimasto dopo che la contestazione della tifoseria locale si è trasformata in abbandono prematuro degli spalti, sussulta quando i padroni di casa colpiscono un'asta a Beccò battuto e quando a pochi minuti dal fischio finale si ripresenta la stessa punizione che li aveva condannati settimana scorsa contro il Vigorovea. Fortunatamente chi è sul pallone decide di non sfruttare il doppio uomo libero alla destra della barriera ma di calciare in porta. Con esiti disastrosi per il S'Anna ma felicemente conclusivi per il Perarolo. La partita termina con un sospiro di sollievo collettivo, e con un Baffo un po' perplesso per la prestazione ma comunque sorridente: "per una volta la fortuna c'è stata amica: a conti fatti forse il pareggio sarebbe stato più giusto, ma sono tre punti ugualmente importantissimi che ci proiettano in una zona della classifica un po' più consona alle nostre potenzialità".
"E per quanto riguarda la faccenda cugino?" chiediamo.
"No comment" risponde laconicamente.

In serata i nostri uffici hanno fatto luce sul mistero Cugino. Detto che è stato sostituito per l'inconsistenza della sua prova, ma che per lo stesso motivo poteva essere sostituita mezza squadra, la reazione a caldo del giocatore è stata dura: "vago lavorare" ha commentato subito dopo la doccia calda.

Nella tarda serata è tornato ad esternare, e noi della redazione abbiamo lo scoop in esclusiva. Venendo meno al suo consueto stile, che - per chi non lo ricordasse - vi riproponiamo qui sotto

Ciao a tutti ragazzi,
                            era nell'aria ed alla fine ho tratto le mie conclusioni: domani martedi' 2 Ottobre 2007 Vi saranno consegnate le nuove borse con la nuova vestizione.Io non ci saro'. Ho gia' parlato di questo con il Mister e con qualcuno della dirigenza (Franco) ed ho deciso di lasciare. La seconda categoria non fa per me, troppo agonismo. Non ho piu' l'eta' per certi sforzi , certi ritmi,certi avversari, certi compagni. Per provare ad allenarmi quest'anno ho perso il lavoro, la ragazza, gli amici, 2 kg e 5 euro al poker di giovedi' scorso: non posso davvero continuare, sarei un peso per me stesso e soprattutto per Voi. Spero solo di aver lasciato un buon ricordo di me in tutti Voi, come Voi lo avete fatto in me. La borsa la porto indietro a casa del Mister stasera,domani sarebbe davvero troppo straziante sia per me che per Voi.  Siete stati indimenticabili e non Vi dimentichero' mai, come quando mi avete nascosto e  congelato il bagnoschiuma... Spero che ogni calciatore possa avere la fortuna di trovare un gruppo cosi' affiatato come quello che siete e siamo stati. Vi saluto con una lacrima che scende dal mio viso abbronzato e, facendoVi un grosso in bocca al lupo per la stagione in corso, mi raccomando: DAJE RAGA!! DAJE RAGA!!

Dimenticavo:  GIGI VOSTRA.......

il giocatore dal Bernoccolo pià grosso in circolazione ha testualmente scritto in un comunicato stampa: "Ufficiale: dopo una lunga telefonata con Laila, ho avuto il permesso di avere il mio cartellino. Peccato non giocarvi contro perchè sarò sul girone di VE. Notte".

Non perderemo tempo nel commentare: Cugino e le sue affermazioni hanno ormai credito pari a zero in quanto a veridicità e verosimiglianza (ricordiamo, non ultimi, i suoi finti infortuni), e l'unico sport cui potrebbe dedicarsi, dopo Perarolo, è il tavolo verde, peraltro con risultati che si possono facilmente intuire: i giocatori avversari dopo un po' capirebbero che il bernoccolo sudato è segno di bluff, mentre il bernoccolo asciutto è indice di punticino in mano; bernoccolo che si ingigantisce sta per grosso punto in mano mentre bernoccolo che si ritrae dentro alla calotta cranica sta per desolazione; bernoccolo che si duplica e compare anche sull'altra metà del cranio sta per Guzzo, Isy e Camacho a pranzo in via Savelli.


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ARIN 4 - PERAROEO 1

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
"Se vai a raccontare in giro che mercoledi sera abbiamo sfiorato la vittoria con i primi in classifica, e che ieri abbiamo preso 4 gol con una squadra che in classifica sta sotto di noi, la gente non ci crede... Eppure, è tutto vero!"
"Se ndemo al Santo, trovemo sarà".
Così commentano rispettivamente il capitano e il tecnico dell'US Perarolo, annichiliti dopo un 4 a 1 che è difficile da digerire per le modalità con cui è scaturito e la desolante pochezza dell'avversario.
"Certo se non mi fossi fatto espellere" continua capitan Camacho "le cose sarebbero andate in maniera diversa.. Fino a quel momento avevamo disputato una buona partita, e nonostante il campo e un po' di stanchezza dovuta ai tanti appuntamenti ravvicinati, avevamo dimostrato di avere qualcosa in più...."
Infatti fino al momento della sua sciagurata espulsione, erano stati i giallorossi, ieri in rosanero, a manovrare con più convinzione e a sprecare l'unica occasione del match, con Pato che sparava sopra la traversa da pochissimi passi. Va ricordato inoltre che, viste le improvvise defezioni di Beccò e Pippò e la reiterata squalifica di Cugino (!!!) il Perarolo per l'ennesima volta si ritrovava a ranghi ridotti e schierava Bedon tra i pali, Berni, Elaborato, Camacho e Trivella in difesa; Pato, Pajaro e Totò a centrocampo; Kiba e Paja Onga Olivia sulle fasce e come unica punta Paolo Morticia. Infine, per dare un quadro completo del match, non si può dimenticare di citare il terreno di gioco, il MezzoPatataro, poiché nella metà campo difensiva del Perarolo era devastato manco ci fossero passati gli unni a cavallo. Ogni palla che capitasse nella fascia centrale diventava un terno al lotto, e - scusateci se lo chiamiamo ancora in causa, ma nasce tutto da lui - nel tentativo di respingerne una Camacho scivola su una pozzanghera, e secondo gli ultimi referti medici si stiracchia la zona che va la zona bassa della schiena, diciamo un paio di dita sopra le chiappe. Conscio di non poter reggere a lungo, Camacho chiede al Baffo di far scaldare qualcuno e nel frattempo si scambia di posizione con Trivella che passa a marcare il centravanti avversario. Tempo dieci minuti e accade il patatrac: parte un cross dalla fascia sinistra, Bedon esce a caccia del pallone e lascia sguarnita la porta. Camacho si piazza al suo posto e manco farlo apposta la palla viene indirizzata proprio verso di lui che, proprio sopra alla linea, compie un passo di lato e si scompone quel tanto che la palla gli finisca tra la pancia e il braccio, comunque posizionato lungo il corpo. Vane le proteste: rigore e cartellino rosso. Negli spogliatoi possiamo notare che la palla è stampata chiaramente sulla maglia numero 4, mentre sulla manica le traccie sono davvero irrilevanti. Con questo non vogliamo dire che la decisione dell'arbitro fosse del tutto avventata, ma certo si poteva essere un po' più clementi: un rigore contro e un uomo in meno per circa 60-70 minuti non sono uno scherzo.... Peraltro, a ulteriore indicazione che la fortuna non gira proprio a favore degli ospiti, il rigore che ne scaturisce è davvero un obbrobrio: calciato malamente, centralmente e rasoterra, sta quasi per fermarsi su una delle innumerevoli gibbosità del terreno, ma in qualche modo la sfera riprende inerzia e si accascia mollemente alle spalle di Bedon, che si era tuffato verso il palo alla sua destra...
I minuti successivi sono tutti appannaggio dei locali, che hanno facile gioco contro il reparto difensivo perarolese non ancora abituatosi all'inferiorità, e che sprecano malamente una ghiottissima occasione allorquando l'assai mobile numero 11 spedisce a lato, di testa, da un metro. Il Perarolo reagisce e nel giro di cinque minuti prima si mangia e poi agguanta il pareggio: la prima occasione capita sugli sviluppi di un calcio piazzato battuto da Morticia con rara potenza. Il portiere respinge malamente e la palla capita sul petto di Zaghetto che, solo davanti alla porta, non riesce a trovare la giusta coordinazione, si fa ribattere il tiro, e di nuovo la palla giunge a lui, ma di testa alza incredibilmente sopra la traversa. Pochi minuti dopo l'aitante cursore si fa perdonare rubando palla nella zona mediana e servendo con rara (per lui) intelligenza Pato. Quest'ultimo compie due passi dentro l'area e batte sul primo palo il portiere. Pareggio strameritato, e partita che potrebbe assumere i connotati dell'impresa: il Perarolo ci crede, c'è, e venderà cara la pelle.
Peccato che non passano tre giri di lancette che i padroni di casa ritrovano il vantaggio: corner, palla respinta corta, uno degli arancioni la insegue, si gira e calcia verso la porta. La sfera sembra indirizzata fuori ma improvvisamente e improvvidamente si abbassa, battendo un incolpevole Bedon.
Negli spogliatoi regna un po' d'incredulità, nonostante sia chiaro a tutti che gli avversari sono decisamente alla portata nonostante l'uomo in più.
La ripresa tuttavia non parte col piede migliore per i rosanero, che stentano a trovare il ritmo giusto per impostare un'offensiva degna di questo nome. Tanto più che adesso l'attacco è costretto a giocare nella metà campo peggiore, il che complica ulteriormente le cose. Al ventesimo circa, la partita perde ogni ulteriore interesse: palla che si sposta per vie orizzontali, finta di sopracciglia del veterano numero 10, Salvo abbocca, il 10 ci prova: calcia dalla tre quarti campo, e la palla si insacca. Non è chiaro se con la complicità anche del numero 1 ospite, ma si tratta comunque di un gran gol.
Parte il valzer delle panchine, e per gli ospiti entrano in campo Aldo, Toldo e Fefè che nell'occasione verrà chiamato Fefoldo. El Fornaro calcia due punizioni spettacolari, una più sfortunata dell'altra, e dall'altra parte del campo un puntone trova la via del gol dopo aver baciato il palo interno. Questo e qualche decisione discutibile dell'arbitro accompagno le squadre fino agli spogliatoi con un rotondo 4 a 1 che non fa giustizia al Perarolo ma che si spera dia agli uomini del Baffo le giuste motivazioni per il recupero col Sant'Anna di mercoledi sera.

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