Come di consueto (negli ultimi tempi) le unità da combattimento a disposizione del mister Baffo sono ridotte al lumicino: 11 giocatori, più un dodicesimo che arriva a partita inoltrata. Dario, Tino, i Redenti, Trivella e Cugino sono indisponibili per via di infortuni, squalifiche o comunioni. Forse c'è qualche altra assenza, ma ormai è difficile tenerne il conto, molto più facile, invece, comunicare i pochi presenti.
Con l'aggiunta di Icio che si accomoderà in panchina a metà primo tempo, il Perarolo si schiera con Beccò tra i pali, una linea difensiva inedita: Camacho – Elaborato – Mr. Lui – Teschio; Isy, Paja Onga e Todo Recto a centrocampo con Toldo a maramaldeggiare in avanti supportato dai fratelli The Cavalloes.
Il match parte piuttosto blandamente: per gli ospiti il campionato è finito da almeno un paio di partite, sono matematicamente salvi e non potranno comunque accedere ai play off per la promozione. D'altra parte i giallorossi, ieri in bianco, e con calzettoni rossi, sembrano temere l'ennesima figuraccia, quindi badano a coprirsi più che ad attaccare, cercando di non sfilacciarsi troppo.
L'Oriago si dimostra particolarmente pimpante davanti, ed in particolare sulle fasce laddove schiera due mezzepunte molto offensive, che costringono il Teschio e anche Paja più alla difesa che all'attacco. In mezzo al campo il Baffo rimescola le carte dopo un quarto d'ora: Isy viene avanzato al centro dell'attacco, mentre Pato prende il suo posto, ma a farla da padrone li in mezzo è Todo Recto, che corre come un assatanato e recupera una dozzina di ottimi palloni, trovando anche il tempo di imbastire qualche buona azione di contropiede con dei lanci calibrati.
I padroni di casa passano in vantaggio verso la mezzora, allorquando Isy trova il giusto tempo per insaccare di testa un traversone dalla destra: tanta enfasi alle nuove scarpe bianche, ma è ancora l'uomo a fare la differenza.
Peccato che meno di cinque minuti dopo i blues trovino il pareggio: azione di rimessa, tiro da fuori area, Beccò respinge e al centro dell'area si ritrova solo soletto il centravanti che, invero con una certa veemenza, non può che siglare il più facile dei gol. Numerosi dubbi sulla posizione del giocatore stesso, che al momento del tiro sembrava essere aldilà della palla... l'arbitro non concorda. Ma convalida. Ma il perarolo non si da per vinto e confeziona due grandissime occasioni: in entrambi i casi è Kiba Cavallo a trovarsi a tu per tu davanti al portiere avversario, ma vuoi per la tensione, vuoi per la stanchezza, sciupa malamente.
Il primo tempo finisce qui, tutti a bere un tè freddo per ripartire di slancio. Ad accogliere i giocatori per la seconda frazione di gioco ci sono strani nuvoloni che coprono il cielo e minacciano pioggia. Ancor più minaccioso è l'Oriago, che fa vedere sin da subito di avere intenzioni ostili, e anche per questo il Baffo corre ai ripari inserendo Icio per Todo Recto e spostando Paja nella zona di competenza di quest'ultimo.
La squadra tuttavia si allunga pericolosamente, e gli ospiti iniziano a sfruttare con più determinazione il buco a centrocampo. La linea difensiva è costretta a cavarsela con le cattive più che con le buone, ma fatalmente capitolerà su un tiro da fuori area che beffa il numero 1 giallorosso. Il raddoppio avviene pochi minuti dopo, in occasione di un altro dubbio fuorigioco, anche se questa volta pare che la retroguardia non l'abbia applicato correttamente. I padroni di casa si demoralizzano ma cercano comunque di ribaltare un risultato che li vede pesantemente ed ingiustamente condannati, ma l'unico risultato di questo sforzo è il quarto gol dell'Oriago, che esce dal frazionale con più meriti del dovuto, ma senza rubare niente.
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Il digiuno continua. In un'afosa domenica pomeriggio di fine aprile, il Perarolo va per l'ennesima volta nella terra delle r arrotolate, ospite dei secondi in classifica, gli azzurogranata del Real San Marco. Stritolati tra i tipici palazzoni e la tangenziale, i giallorossi, ieri in giallorosso, si prostrano in campo con Beccò tra i pali, Trivella e Cugino in cerca di conferme ma anche di un giallo, Elaborato e un Mr. Lui ancora emozianato per la partenza della formula 1. A centrocampo Dario supporta Salvo e Zaghetto, mentre Pato "il numero dei mie neuroni è pari a quello delle mie fistole" Cavallo, Toldo e Todo Recto formano il contingente offensivo.
Sin dall'inizio si manifestano le potenzialità dei padroni di casa, determinati a centrocampo e piuttosto abili sulle fasce, laddove vantano una costante superiorità numerica.
Quella destra, in particolare, per quanto sia presidiata con ardore e caparbietà da Todo Recto, si rivelerà fatale. Non solo sul piano del risultato, giacchè è proprio da li che arriveranno i cross decisivi ai fini del risultato finale, ma anche per i piedi del nostro cursore argentino, che vengono erosi al punto che dovrà richiedere la sostituzione dopo meno di mezz'ora. Stessa sorte toccherà a Dario, che lamenta un affatticamento all'adduttore. Il torneo di Legnaro diventa sempre più un miraggio per lui..
L'uno due dei padroni di casa, che virtualmente chiuderà il discorso, accade attorno alla mezzora. Due azioni sulla destra portano ad altrettanti cross che vengono puntualmente deviati in porta dagli attaccanti, fino a quel momento tanto mobili quanto imprecisi. La reazione del perarolo è un po' evanescente, affidata ai piedi dei neo entrati Isy e Oscar, e produce una sola grossa occasione, che tuttavia potrebbe riaprire la partita. I piedi educati di Salvo pescano impreparata la retroguardia del Real: tra i due centrali si intrufola Pato Cavallo che a tu per tu col portiere avversario viene ipnotizzato dalla patata che ha in bocca il numero 1 e che sostanzialmente salva il risultato.
Nel secondo tempo gli ospiti si fanno più decisi, e nonostante serpeggi un certo nervosismo - causato anche da certe decisioni prese dal direttore di gara, il cui operato è comunque sopra la media stagionale - riescono a creare qualche azione degna di questo nome. In particolare è Zaghetto a poter sfruttare la fascia destra, laddove è stato spostato al momento della sostituzione di Pablo, peccato che per due volte non riesca a trovare il giusto tempismo con la sfera. Cugino e Trivella rimediano le agognate ammonizioni, che li terranno lontani dai campi di giuoco per l'ultima stagionale, ma che torneranno utili al momento dei play out. In pieno recupero, c'è tempo anche per la terza rete dei padroni di casa, in contropiede. Ma è un gol che non cambia la sostanza della partita: il Perarolo ha mostrato qualche segno di miglioramento, anche se l'uscita del tunnel non è ancora a portata di mano. Ovviamente tutte le forze sono orientate a tre settimane da oggi, ma visto anche il calibro degli avversari in campo, si può sperare che questi segnali siano il preludio ad un risveglio quanto mai agognato.
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- la voglia di phiga di capitan Giora. Certo la scusa di dover presenziare ai seggi è discreta, ma da che mondo e mondo, di domenica il segretario non conta un c*zzo.
- la diarrea fulminante di Dario
- una presunta operazione alla schiena di Pato
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