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VIGONZA 5 - PERAROLO 0

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
Un'altra secca e pesante sconfitta per il Perarolo Vigontina, che ieri era ospite dei cugini del Vigonza, in quello che è storicamente uno dei derby più a rischio dell'intero panorama calcistico italiano, tanto che le frange più violente dei giallorossi sono state scortate allo stadio da una numerosa scorta di poliziotti.
"Non ci possono trattare come le bestie!" si lamenta kibe; "Capisco se ci fosse il Vecchio tra di noi.. ma è la in panchina" sottolinea un inferocito Pippe, amareggiato anche per l'assenza di Jurassik, che da mesi si preparava per questa trasferta, ma che è stato anzitempo bloccato dalle autorità, imponendogli gli arresti domiciliari.
Sulla curva opposta, il tifo è più sereno, fiducioso che la sconfitta di sette giorni fa contro lo Zianigo è stato solo un incidente di percorso, e che la rincorsa alla prima categoria ripartirà grazie anche ai buoni auspici di Clemente Mastella, che da quando non deve più partecipare a tutte quei noiosi consigli dei ministri può finalmente dedicarsi anima e corpo alla sua squadra preferita. Ed eccolo li, umile primus inter pares, sventolare animosamente la bandiera biancoaranciafuxianeragialloblu del vigonza.
Gli ospiti, che scontano la squalifica dello sciatore Beccò e devono fare i conti con gli infortuni del Rosso (mononucleosi), Jack (ginocchio), Paolo (piede) e Contin (identità), si schierano in campo con il giovane portiere degli Juniores Giacomo "Luca" Fuochi, cui farà da chioccia il paterno Trivella, al cui fianco si schierano Elaborato, Paja Onga e Camacio, rispolverato dall'armadio dei vestiti usati a causa dell'assenza ingiustificata e non più tollerata di suo Cugino, e della indospisizione di Mr.Lui, apparentemente sereno e in forma, ma in realtà vittima del jet lag a causa del fuso orario con la Polonia.
A centrocampo si va con l'esperienza di Capitan Tj e Salvo, ed il peso specifico di Isy; in attacco invece ci sono Occhi, Pato e Toldo che occupa il ruolo di centravanti.
Peccato, perchè se il Baffo avesse messo Occhi al centro e Toldo in fascia, il Perarolo avrebbe sfondato il record mondiale di linea centrale più pesante della storia del calcio, con l'ago della bilancia che avrebbe oscillato orgogliosamente vicino alla soglia dei 4 quintali. E peccato soprattutto per i dirigenti del Carrera Petrarca Padova che erano accorsi in massa per vedere con i loro occhi questo prodigio, nella speranza di dare un nuovo volto alla mischia bianconera.
Su di un terreno di giuoco brullo e butterato come neanche Cugino quando aveva quindic'anni e aveva i capelli lunghi fino alle orecchie per cercare di coprire gli innominabili foruncoli, l'arbitro da inizio alle ostilità. I padroni di casa fanno subito capire di avere sete di rivincita, memori anche della magra figura racimolata all'andata, e cercano di infilarsi tra le maglie avversarie sin dai primi minuti. In qualche modo però la difesa giallorossa, ieri in rosanero, se la cava sempre anche se i problemi maggiori li ha in fase di alleggerimento: la palla ballonzola imperscrutabilmente tra le whoops del Comunale, e rinviare è più difficile di quanto non si pensi. Allo stesso modo, qualsiasi tentativo di imbastire un'azione degna di questo nome è vanificata dall'impossibilità di controllare la sfera: ne fanno le spese i tre centrocampisti perarolesi che, cercando di avanzare palla al piede, non riescono a saltare il diretto avversario. 
Le stesse difficoltà, invero, le incontrano anche i giocatori del vigonza che però, conoscendo bene il piatto dove mangiano o sputano - a seconda che non indossino o indossino il numero 71 -  o semplicemente perchè non ne hanno le qualità, prediligono indirizzare la palla sulle fasce e prendere in velocità i difensori avversari. Pertanto se da un lato non arrivano occasioni particolarmente pericolose, dall'altro la pressione si fa piuttosto costante; è a quel punto che il Perarolo cerca di colpire in contropiede, e si procura un paio di potenziali occasioni che non diventano reali solo perchè i ragazzi del baffo non riescono a calciare in porta con la dovuta forza. Quando insomma il primo tempo sembra essere destinato a chiudersi su un salomonico 0 a 0, ci pensa l'arbitro a dare una svolta netta al match decretando un rigore piuttosto discutibile. La palla arriva ad altezza uomo nei pressi del dischetto, il numero 11 locale si inarca e colpisce in rovesciata ma la palla si infrange sull'ascella di Pato, accorso prontamente a mò di scudo umano, ma col braccio troppo protese, almeno a giudizio della casacca nera. Nonostante il segno della sfera sia evidentemente sotto al braccio, l'ariano non torna sulla sua decisione e regala la rete del vantaggio al Vigonza. Vigonza che si ripete pochi minuti dopo in contropiede: palla persa a centrocampo dopo l'ennesimo tentennamento del Perarolo, palla in fascia e cross che, nonostante venga leggermente sporcato, finisce tra i piedi del numero 71 che insacca prendendo in contropiede il portiere giallorosso. Davvero una punizione troppo severa per gli ospiti, che non meritano di stare sotto di due reti e forse non meritano di stare sotto e punto.
La ripresa inizia purtroppo laddove era finita, con il Vigonza che vuole mettere la parola fine al match e dopo un'occasione sprecata e meno di dieci minuti di gioco ci riesce: Camacio cerca di fare autogol anticipando il portiere ma nessuno sa che l'ha fatto apposta ed è già pronto a rinviare sulla linea di porta; non fa tuttavia i conti con l'oste che rimette la palla al centro e pesca solo soletto il numero 10, che ha vita facile nel porre virtualmente, ma nemmeno troppo, la parola fine al match. Il baffo cerca di mettere in campo la verve di Contin, il quale si accorge del mister solo quando i compagni di panchina gli tolgono le pile dall'mp3 - che peraltro fonti ben informate sostengono contenere solo musiche scaricate illegalmente! - per dare nuova vitalità all'attacco di Occhi e soci; in effetti Ercole sembra anche essere in buona giornata, e si aggira pericolosamente su tutto il fronte offensivo, creando delle buone giocate e un paio di occasioni intriganti, una su tutte quella per Isy che trovatosi a tu per tu con il portiere manda incredibilmente a lato da posizione vantaggiosissima, per quanto defilata. Da registrare, oltre ad un paio di gol dei quali ricordiamo ben poco, anche l'ingresso in campo del Vecchio, col compito di marcare a vista il 10 - cosa che fa solo per i primi 20 secondi, e solo perchè c'è un calcio d'angolo - e della Bissa, che si snoda con la consueta sinuosità sulla fascia. Ci sarebbe anche da registrare il fatto che l'arbitro potrebbe ammonire almeno una dozzina di giocatori del vigonza per insulti o bestemmie, variamente rivolte allo stesso arbitro o agli avversari, ma di questi direttori di gara - o presunti tali - senza spina dorsale nè amor proprio non abbiamo voglia di parlare. Piuttosto, anche se a punteggio abbondantemente compromesso, sottolineamo i minuti finali in cui con l'orgoglio e le unghie i rosanero provano a scardinare, purtroppo senza successo, la saracinesca tirata su dal Cordella, che molti ricorderanno esordire nel mondo del calcio coi colori sociali del perarolo parecchi anni fa. "Ci portiamo a casa questi cinque gol, pur sapendo che il punteggio va al di là dei nostri demeriti, e sperando di saperli tradurre in rabbia per la gara di domenica prossima, una sfida fondamentale per la salvezza e per rilanciare le nostre speranze" chiosa il Baffo a fine gara, anticipando la vitale importanza del match di ritorno contro il Menarello. L'occasione migliore per sfatare il tabù del Frazionale.
 

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GAMBARARE BUTCHERS 10 - PERAROLO BULLS 3

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
Prima giornata di ritorno del campionato di rugby di seconda categoria per l'anno rugbystico 2007-2008. Si gioca sul neutro di Marrano Veneto, a causa di non si sa bene cosa, tant'è che i giocatori ospiti sono costretti a spogliarsi in un cunicolo scavato dalla premiata ditta  Gimli & i suoi amici nani associati. "Ca*are con la testa appoggiata al muro per la ristrettezza del bagno è un'esperienza che non dimenticherò mai" chiosa una fonte che preferisce rimanere anonima.
Desiderosi di vendicare la cocente sconfitta dell'andata, la squadra del Baffo si dispone in campo con Occhi, Pato e Zaghetto in mischia, Tino mediano di mischia, Guzzo apertura, Salvo terza centro, Mr. Lui e Cugino ale, Trivella e Jack come centri e Beccò nella posizione di estremo.
Occorrono cinque minuti prima che i rimasugli di panettone e cotechino incastrati tra i denti e le pieghe delle budella dei giallorossi, ieri in rosanero, vengano smaltiti definitivamente: giusto il tempo di sentir scorrere un po' di sudore freddo sulla schiena ed esaltare le doti di un Beccò in stato di grazia, ed ecco che il Perarolo si mette a macinare gioco sfruttando la buona lena di un Zaghetto mai domo, il quale è facilitato nel suo compito da una squadra avversaria spregiudicata, che si schiera in campo con un 3 - 4 - 3 di dubbia efficacia. Purtroppo però il terreno non è dei migliori, e la superiorità numerica degli avversari a centrocampo non consente al reparto centrale del Perarolo di impostare con tranquillità e pertanto i passaggi per Paja Onga risultano spesso imprecisi, impedendo quindi di sfruttare al meglio la corsia spesso sguarnita. In un paio di occasioni, tuttavia, la palla giunge col contagoccie allo scatenato numero 7 il quale però anzichè tentare il tiro mette al centro due palloni davvero invitanti, ma putroppo non sfruttati. Ciononostante gli ospiti trovano comunque il modo di passare in vantaggio al ventesimo quando Cugino si incunea nell'area avversaria e cade, invero un po' troppo cinematograficamente, al primo contatto disponibile: l'arbitro non ci pensa due volte e sancisce la massima punizione che Zaghetto trasforma facilmente da posizione favorevolissima nonostante il numero 1 avversario si dichiari dispiaciuto per l'imminente parata. Ma contro un Paja in queste condizioni e rinfrancato da due caffè e un montenegro c'è ben poco da fare... tanto che dalla panchina locale arriva l'ordine di fermarlo in qualunque modo. Detto fatto, l'anziano centrale avversario inizia una battaglia personale con tutto il reparto avanzato giallorosso, una lotta senza quartiere fatta in particolar modo di gomiti alti. Tutto questo, al solo prezzo di un misero cartellino giallo.. col senno di poi, un bell'affare davvero.
Il perarolo per la verità deve recitare un mea culpa per la scarsa abilità di concretizzare la superiore qualità: appena siglato il gol si fa schiacciare dalla prevedibile reazione dei padroni di casa, e per diversi minuti non riesce a mettere il naso fuori dalla sua metà campo. Il Gambarare si rende particolarmente pericolo dalla touche, con l'ovale che balla pericolosamente nei pressi dell'H difesa da Beccò. Fatalmente, all'ennesimo tentativo, il pallone calciato dall'angolo destro finisce in mezzo ai pali e l'arbitro, che peraltro sembrava in ottima posizione, convalida la trasformazione, nonostante le vivaci proteste di Beccò, il quale nel tentativo di far cambiare idea alla casacca nera, ieri in giallo fosforescente, chiama in causa anche amnesty international e la carta dei diritti umani ma non c'è niente da fare, l'arbitro è sicuro di aver visto la palla attraversare la linea e convalida il 3 a 3. A quel punto la partita si addormenta un po', e si svolge per la maggior parte a metà campo. Ambedue le formazioni si procurano ancora delle occasioni per andare in meta, ma non riescono mai a concretizzare.
Nel secondo tempo i biancorossi partono più determinati, ma le palle da gol capitano sui piedi di Mr. Lui che sbaglia in acrobazia una rete che segna regolarmente quando si fa del sano scaldacueo e soprattutto sul destro di Occhi che, incredulo davanti al numero da velocista di Paja Onga, non trova la concentrazione necessaria per battere il portiere da posizione favorevolissima. Nel frattempo i macellai di gambarare continuano nella loro strategia di gambizzazione degli avversari: Occhi ci rimette una spalla (ancora grazie al numero 5) e un gomito (stavolta grazie al compagno di reparto che da ultimo uomo lo blocca con una gamba ad altezza sorriso durbans. sanzionata ovviamente con un semplice calcio di punizione). L'arbitro effettivamente sta dando il meglio di se, tralasciando di sventolare cartellini ma anche sanzionando una serie di fuorigioco piuttosto dubbi ai padroni di casa, che vedono svanire tutte le loro occasioni da gol sul fischietto del direttore di gara. L'aria si fa effettivamente un po' tesa, e al quarantesimo accade il fattaccio: Oscar, entrato da poco al posto di uno stanco Tj, s'invola nella metà campo avversaria e pesca Toldo. Questi si libera dell'avversario e sta per battere a rete quando sente un urlo di dolore.. c'è un po' di incredulità in campo, Oscar è a terra per un ginocchio o forse una caviglia... Lo spettacolo che ci si trova davanti, invece, è quello di una coscia aperta a metà, qualche pezzo di muscolo, grasso, per lo meno non c'è troppo sangue. Tutti gli avversari, inamidati di santità, professano la loro incolpevolezza.. d'altra parte è dall'inzio della partita che l'arbitro interpreta male i loro interventi fischiandogli sempre conto. Tralasciando i preveidibili capanneli che si creano in campo e rassicurando le numerose fan di Oscar, il quale se la "cava" con una ventina di punti sparsi tra il muscolo e l'epidermide, vi possiamo dire che ovviamente non viene presa alcuna sanzione nei confronti di alcun giocatore, e si va avanti con il Perarolo, che ha già sfruttato tutte le sostituzioni a sua disposizione, in dieci (oltre il danno, la beffa) e ben 9 dicasi 9 minuti di recupero affrontati, chiaramente, con il morale piuttosto dubbio, se non a terra. Va da se che alla prima occasione buona il Gambarare passi in vantaggio, sfruttando un possibile passaggio al limite dell' in-avanti e gioendo smisuratamente. La partita finisce sostanzialmente li, anche se ci sono ancora 5 minuti abbondanti di gioco e un paio di palloni potenzialmente accattivanti, ma neanche troppo.
Comprensibile la poca voglia di parlare ai microfoni da parte dei Perarolo Bulls che, scornati e infilzati come degli spiedini, dovranno trovare la forza di reagire già a partire da domenica prossima quando gli sbarbatelli del Martellago, capitanati da Maicol Phelps, cercheranno di violare il Frazionale. Che, al contrario, è ora di far diventare una fortezza inespugnabile.

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'RIAGO 1 - 'ROLO 1

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
"E' Natale, ma quest'anno Babbo Natale era vestito di giallo shocking...". E' sarcastico il Baffo dopo il pareggio che il Perarolo ha ottenuto sul campo dell'Oriago, o che per meglio dire l'Oriago ha rubacchiato al Perarolo. "Ma per la verità è colpa anche nostra perchè la partita andava chiusa, e noi ne abbiamo avute di possibilità per arrotondare il bottino e chiudere l'incontro..." ammette poi l'allenatore della formazione di Via Diaz, riferendosi ad un paio di clamorosi errori commessi dal reparto offensivo dopo aver raggiunto il vantaggio.
Eppure la partita era iniziata piuttosto male per gli ospiti, infreddoliti ed intorpiditi a causa di uno spogliatoio laddove la temperatura era più bassa di quella esterna, ma soprattutto perchè non erano stati in grado di scaldacularsi prima del riscaldamento. Beccò sente già i sudori freddi nei primissimi minuti di gara, e non solo per l'alcol che continua a fluttuargli tra le vene, ma anche per le incursioni dei padroni di casa, abili a sfruttare i buchi difensivi di Trivella e compagni, che non hanno ancora preso le misure. Elaborato, capitano di giornata, è costretto quindi a spostarsi quasi a centrocampo, e la difesa passa automaticamente a tre, con Jack e Mr.Lui a contrastare i due atletici attaccanti. Anche il centrocampo pare piuttosto impacciato, con Salvo, Isy e Paja Onga che non riescono a fermare efficacemente l'abilità di palleggio dei rispettivi avversari, che giocano in surplace per non dire da fermi, ma che riescono a tessere manovre fitte, precise e soprattutto di prima. In attacco invece c'è da registrare l'esordio dal primo minuto di Paolo, con il suo alter ego Conticchio che trova spazio al suo fianco solo perchè Occhi è indospinobile, mentre Pato si adopera come di consueto sulla fascia destra.
Come dicevamo, l'inizio è piuttosto disastroso e anche quando i giallorossi, ieri in rosanero, riescono a mettere il naso al di là della metà campo (operazione peraltro piuttosto complessa visto che il pallone ed il campo sono tutt'altro che amichevoli, facendo in modo che qualunque rinvio sia piuttosto precario, o quantomeno in co.co.co.), il risultato è piuttosto demoralizzante: Paolo si da un gran d'affare, ma è troppo solo e stretto nella morsa di due discreti difensori centrali; Contin e Pato sono più impegnati a chiudere che a proporsi in attacco; Isy sembra l'ombra di se stesso, e si distingue da essa solo perchè è per metà rosa, Salvo annaspa nella fanghiglia ed è quindi il reparto arretrato a doversi sobbarcare la maggior parte del lavoro, abile anche in fase di riproposizione con Trivella e Jack che cercano di imbeccare gli avanti, anche se con scarsi risultati a causa delle già citate condizioni del terreno. L'occasione più pericolo per gli ospiti arriva comunque da calcio piazzato, a pochi passi dal limite: il 4 s'incarica della battuta e calcia teso sulla traversa: Beccò ringrazia sentitamente. Qualche minuto più tardi, un diagonale terra terra finisce a lato di pochi centimetri e Beccò ringrazia nuovamente. L'occasione più ghiotta capita però tra i piedi degli ospiti, in particolare a Pato Cavallo: l'azione sarà a lungo motivo di dibattito, e causerà non poche fratture tra la casacca gialla ed la squadra rosanero, fratture che si saneranno con un salomonico giallo a Salvo, il settimo o ottavo della stagione. Praticamente (con la r margherotta) succede che Contin o qualcuno per lui recupera una gran palla a centrocampo e lancia Paolo solo soletto verso la porta, alle sue spalle rinviene un avversario che lo trancia di netto: il Perarolo si ferma invocando il rosso e iniziando a minacciare di morte l'avversario in questione, qualcuno dagli spalti gli lancia pure una fatwa ma Pato Naransa Cavallo, a world apart, si scaglia come una furia sulla sfera, aggira il portiere spalancandosi lo specchio della porta e da fuori area calcia alle stelle. Ovviamente ci si aspetta una sanzione nonostante l'applicazione del vantaggio, ma qualche minuto dopo, alla fine del primo tempo, l'arbitro insinuerà che non era nemmeno fallo... Decisione che lascia perplessi, anche se da un certo punto di vista rivaluta la figura del Cavallo, che ne esce come un astuto attaccante anzichè, come si era pensato in prima analisi, un pazzo che non approfitta di un cartellino rosso...
Rimane comunque il fatto che il gol, poi, l'ha cannato clamorosamente.
 
Il secondo tempo, come spesso accade, vede un Perarolo molto più vivace e convincente: in particolare Contin e Paolo sembrano ispiratissimi, fraseggiano tra di loro con continuità e imbeccano più volte le folate di un Paja Onga che può finalmente liberare i suoi KW. La superiorità trova compimento al ventesimo, quando Contin calcia un corner corto per Zaghetto che finta il tiro e passa a Salvo il quale trovo il modo di coordinarsi con il sinistro, calcia in porta e grazie alla provvidenziale deviazione di un avversario insacca la sua prima rete stagionale. Grandissima gioia in campo, mitigata da un atteggiamento piuttosto minaccioso dell'arbitro, che corre a passo di leopardo verso gli astanti. A quel punto i padroni di casa perdono completamente la bussola: s'innervosiscono e s'ingarbugliano, dando modo ad Isy, che finalmente sale in cattedra, di orchestrare almeno tre contropiedi degni di questo nome. Ma nemmeno in 3 contro 2 i ragazzi del Baffo sanno arrotondare, per non parlare di quando il medesimo Pato si mangia il gol più facile della sua vita. Paolo suggerisce una palla in mezzo all'area di splendida fattura, il Neurone s'accende e spinge Cavallo a scattare al momento giusto alle spalle dell'ultimo uomo. Si trova quindi solo soletto con la sfera tra i piedi davanti al portiere, palesemente immobile e battuto, ed ecco che lo stesso neurone che gli aveva fatto fare bella figura lo mette in difficoltà dandogli tre idee
1) scavalcare il portiere con un pallonetto
2) fintare lo stop, aggirare il portiere alla destra dello stesso mentre la palla lo passa dall'altro lato
3) passarsi la palla col destro per oltrepassare il portiere
Incapace di gestire una sola idea, figuriamoci cosa può accadere con tre in un solo colpo... Pato va in tilt e... il piede affonda nel fango e l'occasione da gol svanisce clamorosamente.
Ciononostante, la partita sembra comunque chiusa allorquando un giocatore dell'Oriago si fa espellere per un fallaccio su Paja Onga, che stava per scattare in contropiede. Peccato invece che a quel punto il Perarolo sembri aver paura di vincere, si ripiega su se stesso e lascia ampi varchi agli avversari, nonostante la superiorità numerica. In particolare, a centrocampo ricomincia l'assolo dei padroni di casa, e neanche Tino per Salvo cambia le cose. Alla fine tuttavia sarà solo grazie all'arbitro che l'Riago pergiungerà al pareggio: alla quarta punizione dal limite, e senz'altro la più inventata delle quattro, lo stesso numero 4 che aveva colpito un legno nel primo tempo trova la deviazione di TJ e batte Beccò. 1 a 1 regalato, e partita che si rompe: le squadre si allungano a dismisura e per 7 minuti si assiste ad un susseguirsi di contropiedi: se da una parte Mr.Lui riesce a metterci un paio di pezze, dall'altra Oscare, appena entrato, ha l'occasionissima sul sinistro, ma calcia sin troppo bene a fil di palo, col portiere che si tuffa quasi in anticipo presagendo la direzione della sfera. Avesse colpito sporco o un po' pià alto, forse staremmo qui a festeggiare il sorpasso in classifica... e invece dobbiamo fare i conti con una classifica ancora pericolante, nonostante due mesi eccellenti. Ah, intanto in campo si sta scatenando una vera e propria rissa verbale nei confronti del direttore di gara, che non termina nemmeno dopo il triplice fischio finale, quando si vede "costretto" a sventolare altri due rossi ai padroni di casa, pronti quasi a staccargli la testa a colpi di R.
Fortunatamente finisce tutto a vino e tarallucci, della varietà penini, con grande merito dell'Oriago che organizza una buffet 5 stelle, e che fa subito esclamare "gemellaggio! gemellaggio!".
 
A fine giornata, tra un calice di prosecco e una fetta di panettone, ci si scambia gli auguri natalizi e qualche GIGI (tua). "Un girone in chiaroscuro, un inizio disastroso e disarmante che non presagiva una seconda parte così esaltante... Certo la meta è ancora lontana. e molte squadre cui abbiamo fatto uno sgambetto di recente avranno voglia di vendicarsi, ma se abbiamo imparato qualcosa in queste domeniche è che non dobbiamo temere nessuno perchè non siamo inferiori a nessuno. Ce la possiamo giocare, e credo che con altri 20 punti la salvezza sarà nostra".
 
Con la fine del girone d'andata la rubrica giallorossa va in vacanze, dandovi appuntamento per il 13 gennaio, o giù di li. E, invitandovi calorosamente a rinnovare l'abbonamento per l'anno venturo, coglie l'occasione per porgere i migliori auguri di buon natale, felice anno nuovo, la befana, santo stefano, san silvestro e san mattana ai lettori e alle loro giallorosse famiglie.

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PERAROLO 0 - REAL SAN MARCO 3

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
Il Perarolo torna coi piedi per terra, e lo fa nella giornata più fredda dell'intero campionato, contro un avversario ostico ma non fenomenale, quadrato ma non invulnerabile, bello ma non bellissimo. E così, mentre a qualche centinaio di chilometri di distanza, nelle acque magiare finisce l'amore tra Laure Manoudou e Luca Marin, nelle campagne del Nordest termina la striscia positiva della formazione di via Diaz, che deve quindi rimandare i sogni di una ascesa in classifica.
Il Baffo deve fare i conti con le squalifiche di metà difesa, e rispolvera dall'armadio degli scheletri Camacho, che accoppia, ma in maniera platonica, con Elaborato al centro della difesa; sulle fasce si rivedono invece i volti emaciati e grotteschi (in ordine di apparizione) di Mr.Lui e Cugino. Il primo, reduce da una notte di poker passata al noto locale Les Folies e da un pranzo luculliano ha qualche difficoltà a trovare il Frazionale, ed è solo grazie a Caia84, una ragazza che ha il soprannome di un liquore, che trova la retta via. A centrocampo si rivede Capitan TJ Giora, affiancato dal prode Oscar e dal novello Spider Pork in tuta mimetica, Isy. In attacco Ercole e Occhi si prendono un turno di riposo, lasciando il posto a diobbuono pietrobbuono e a Zaghetto, impiegato sulla fascia sinistra, mentre sulla fascia opposta torna, dopo aver scontato la squalifica, Naransa Cavallo. Anche tra i pali vi è una novità, con il Rosso a difendere la volubile e violabile rete giallorosso al posto di un Beccò che è tornato dalla Svizzera con qualche piccolo malanno di stagione, sifilide e meningite compresi. Che poi, non è questo nè il luogo nè il momento, ma visto com'è andata la partita ci possiamo anche permettere una divagazione... se proprio uno deve andare a farsi un weekend lungo a sciare, basta dirlo! Non occorre accampare fantasiose scuse come "sono all'estero per lavoro" anche perchè il noto marchio per cui lavora Saponetta Beccò cosa mai potrà importare dalla Svizzera, visto che in queste desolate terre sanno produrre solo latte, cioccolata e buchi per il formaggio?
Ma torniamo a noi: la partita parte in modo sommesso, con il Perarolo che bada a non scoprirsi troppo, ma che d'altro canto nemmeno punge. Paga in particolar modo la disposizione tattica degli avversari, che giocano con due punte abbastanza vicine, e due cursori di fascia che spingono molto, costringendo Oscar ad abbandonare la sua posizione in mezzo al campo per mettersi sulle tracce del funambolico, per quanto inconcludente, "Eli", soprannome destinato normalmente a coloro che si chiamo Elisa, e che quindi è piuttosto raro trovare in mezzo ad un campo di calcio. A meno che non sia una partita di calcio femminile, ma in tal caso la cronaca non si soffermerebbe - da tre anni a questa parte - su quanto avviene in campo bensì su ciò che accade dopo il triplice fischio, laddove i corpi sudati e fumanti delle atlete si bagnano d'acqua e rugiada; le mani accarezzano pelli di seta; le lingue s'inrociano e finiscono nei luoghi più evocativi; le dita esplorano Brutti smanettoni, mettete le mani sul tavolo e tornate a concentrarvi sul match, che non è mica una roba da ridere; il centrocampo dei giallorossi, ieri in rosanerogialloverde, non riesce a filtrare le manovre avversarie nè tantomeno a controllare i rinvii della propria difesa con il risultato che la squadra si allunga e gli ospiti prendono possesso della metà campo avversaria. Per una decina di minuti i padroni di casa non riescono a varcare la linea centrale del campo, e se il Rosso non corre grossi pericoli è perchè spesso i granata (che di granata avevano solo i calzini, ma fa lo stesso) vengono fermati fallosamente e non riescono ad approfittare delle ripetute punizioni, calciate anche da buona posizione. L'arbitro, in verità, a volte è un po' troppo severo nei confronti di Giora & co., e quando il Rsm passa in vantaggio ci mette lo zampino, anche se la difesa dimostra un po' di dabbenaggine nell'aspettare un fischio che non arriva. La rete è infatta viziata da un iniziale e visibilissimo fallo di mano del capitano avversario, che stoppa con il braccio a pochi metri dalla riga di porta, e incredibilmente sbaglia calciando sulla traversa. La palla tuttavia carambola un paio di volte in area e raggiunge un centrocampista appostato nei pressi del palo opposto, che, solo soletto, ha vita facile nell'insaccare. Vantaggio probabilmente meritato, ma irregolare, ci conferma Filippo Grassia dalla postazione mobile rai alta padovana.
Gli ospiti a quel punto iniziano già a congelare il punteggio, perdono preziosi minuti: atteggiamento invero un po' disonorevole visto che siamo appena a metà del primo tempo, ma si sa come vanno le cose nel mondo del calcio.
La reazione giallorosso è affidata a qualche galoppata di Paja Onga, che crossa un paio di palloni interessanti in mezzo all'area avversaria, ma che non trovano le teste o le scarpe ma nemmeno le schiene o i glutei dei compagni, e ad una ficcante azione personale di Toldo Pierobon che entra in area lasciando di stucco due avversari ma si allunga poi troppo la sfera.
In spogliatoio i ragazzi sanno di aver dato poco: eppure il punteggio non è così negativo, e tutto sommato gli avversari hanno sì avuto un maggior controllo del gioco, ma si sono rivelati anche piuttosto sterili ed imprecisi.
E infatti il secondo tempo inizia alla grande per il Perarolo: il baricentro viene alzato di un bel po', e Tino e Isy sono improvvisamente in grado di giostrare meglio la squadra, dettando i ritmi con buona regolarità e sfruttando uno Zaghetto che è stato spostato sulla fascia destra, col compito di difendere le incursioni di Eli, ma anche e soprattutto di creare la superiorità numerica su quella fascia. Anche l'ingresso di Paolo e di Occhi contribuisce a dare più profondità alla manovra, con il primo che si affanna su tutto il fronte offensivo, ed il secondo che mette in mostra muscoli e velocità: la palla viaggia velocemente e rasoterra tra i centrocampisti e gli attaccanti, e ci si insinua con una certa regolarità tra le strette maglie avversarie. Peccato che non si costruiscano vere e proprie opportunità di gol, ma soprattutto che quando ormai tutti iniziano a sperare in un'ennesima rimonta, il gelo scenda sul frazionale.  Rosso rinvia maluccio giusto giusto sulla testa di un attaccante, la palla rimane a metà tra Mr.Lui e Camacho, ed il primo a farla sua è lo stesso intercettatore mascherato che la spedisce verso il compagno di reparto il quale compie un'ardita piroetta nei confronti di Elaborato e, aggiratolo, batte l'iscariota in uscita disperata. A quel punto i ragazzi del baffo perdono fiducia, e se non crollano, nemmeno reagiscono: nemmeno l'ingresso di un pimpante e voglioso Contin cambierà le cose, e per quanto tutti si impegnino in egual misura, la porta avversaria rimane un miraggio. C'è solo il tempo di ammirare il rosso in un'uscita alla Beccò, con tanto di dedica in volo: al primo "miaaaaa" che fa chinare il capo di Cugino segue un volante "Bellò, questo intervento lo dedico a te". Ma mentre il filosofico portiere pronunzia queste ardite e poetiche parole, un avversario decide di rovinare la coreografia incocciando la sfera e decretanto il rotondo 0 a 3 finale. "Risultato bugiardo" commenta il Baffo a fine gara "perchè in campo la differenza non è stata così profonda: i gol sono venuti da episodi, nonostante loro abbiano sicuramente avuto più possesso palla di noi. Purtroppo macho era in campo oggi, purtroppo in tutti i sensi, e non ho le statistiche sul possesso palla e sugli errori di PajaOnga, ma non c'è dubbio che la palla ce l'abbiano avuta di più loro. Però nel secondo tempo eravamo partiti col piede giusto e tutto lasciava presupporre che il finale sarebbe stato diverso e ci avrebbe arriso... peccato, ma non usciamo nè ridimensionati nè demoralizzati. Piuttosto, i ragazzi dovranno utilizzare la rabbia che certamente avranno accumulato e trasformarla in energia positiva già domenica prossima sul campo dell'Oriago: una partita di importanza fondamentale, contro una diretta concorrente per la salvezza".

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BAO' 1 - PERAROEO 2

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
"Ho sempre creduto nella vittoria, certo oggi è stata un po' più difficile del previsto visto l'arbitraggio... ma ciò che importa, alla fine, è che abbiamo ottenuto i tre punti, e possiamo mettere una pietra sopra a qualche decisione non troppo felice..." E' un Baffo molto attento a non usare toni polemici quello che commenta l'ennesima, clamorosa vittoria esterna del Perarolo, impegnato ieri sul campo del BallòScaltenigo, campo progettato dallo stesso architetto che ha partorito il "Patataro" di Padova. (L'architetto ora si trova agli arresti domiciliare nella città di Lugano ndR). Il terreno di gioco, infatti, è tutt'altro che invitante: uno spesso strato di fango ricopre un sottostrato di fanghiglia, il tutto mollemente adagiato su un fondo di mucillaggine. Rimanere in piedi è già difficile con i 6 tacchetti, immaginatevi cosa può provare JonBonJovi Zampiron a bordo delle sue lamellari Leo Sport... JBJ che viene schierato a centrocampo, dopo un breve test psicoattitudinale che dà esito positivo, al fianco del rientrante Guzzo e di Mr.Lui, che festeggia il 26° compleanno con un prestigioso numero 10 sulle proprie spalle. Contin è al centro dell'attacco, supportato dai cursori di fascia Occhi e Paja Onga mentre la difesa è la collaudata ditta Elaborato-Trivella-Jack-Cugino e figli; tra i pali un'imbrillantinato Beccò.
Reduci da un venerdi sera (di cui un giorno, forse daremo conto in separata sede) presso i locali di "Tombolato il fritto appena pescato", i ragazzi dimostrano di aver qualche scoria che vaga ancora nello stomaco nei primi minuti di gioco: i padroni di casa, per quanto non particolarmente pericolosi o attrezzati, giostrano bene la sfera e poggiano le proprie sorti sul tandem 9-10, una coppia magari non pericolosissima ma comunque piuttosto scorbutica da marcare. Ciò che più preoccupa i giallorossi, ieri in verdenero, invece è la faccia dell'arbitro, un uomo..ma quale uomo, un ragazzo palesemente nel luogo sbagliato in una domenica pomeriggio che avrebbe preferito trascorrere all'east side a ballare quella canzone che fa bondeghe dighibon dighibondeghe...
La prima grossa occasione per il Ballò capita sulla testa di cugino: il centravanti locale si insinua nell'area del Perarolo ma non fa i conti con l'onnipresente Jack il quale rinvia la sfera... proprio sul capoccione di cugino che
passava casualmente da quelle bande e la indirizza verso il sette difeso da Bellò. Questi s'inarca come una scimmia e devia in angolo per la disperazione dei tifosi tuttoblu e delle telecamere di Mai Dire Gol. La pallonata ha comunque l'effetto di risvegliare Cugino, il quale ingaggia una battaglia personalissima con Oscar. La davanti il trio gialloverde latita, ed Ercole, caricato a molla per tutta la settimana dai compagni, giostra troppo indietro per i gusti del Baffo che non esita a scambiarlo di posizione con Occhi, ma senza che la manovra ne risenta positivamente.
Al 20' il primo fattaccio: è ancora il numero 9 locale ad entrare in area, approfittando di un buco al centro della difesa avversaria; Jack recupera anche stavolta ma l'attaccante, con un passato da tuffatore dal trampolino olimpico, si produce in uno dei numeri che l'hanno reso famoso ed è sufficientemente bravo da convincere giuria e arbitro. Polemiche inevitabili, ma ovviamente infruttuose. Sul dischetto il medesimo attaccante s'incarica di trasformare ma calcia sul palo. Beccò, manco a dirlo, è dall'altra parte e non si accorge dell'errore in tempo utile per intervenire sulla sfera che capita così tra i piedi del calciatore, il quale segna.
L'arbitro, incredibilmente, convalida.
Per il lettore poco addentro al regolamento del calcio ricordiamo che..

- Se dopo che il pallone è stato calciato l'esecutore del calcio di rigore tocca il pallone una seconda volta (ma non con le mani) prima che questo sia stato toccato da un altro calciatore, un calcio di punizione indiretto sarò accordato in favore della squadra avversaria nel punto dove il fallo è stato commesso.
http://www.figc.it/italiano/norme/regole_giuoco_calcio_0506/reg_14.pdf
Ciononostante l'arbitro non torna sui suoi passi e anzi a fine primo tempo chiederà ad un interrogativo capitan Elaborato se questi è davvero sicuro che i giocatori possano conoscere il regolamento meglio di lui. Non pago di questo errore, la casacca nera entra in un tunnel dal quale uscirà solo 70 minuti dopo: invertirà punizioni e rimesse, ammonirà senza criterio, non sanzionerà altri tuffi clamorosi.. insomma, un disastro. Come è ovvio, il Perarolo ha una grossa fetta di responsabilità nella situazione in cui si è cacciato, e tuttavia per una volta consentiteci di dire che alcune designazioni dovrebbero essere più meditate. La sfida non è certamente d'alta classifica e nessuno s'aspetta che ci sia Collina in campo, tuttavia un minimo di amor proprio i giocatori ce l'hanno e a nessuno piace vedere un imberbe dodicenne a dirigere le sorti di un match dove la fatica e il sudore sono pari a quelle che si versano in un qualunque campo di serie A.
Chiusa la parentesi dedicata alle filippiche, torniamo sul terreno di gioco in tempo utile per udire il duplice fischio che sancisce la fine della prima frazione di gioco. In spogliatoio è difficile convincere i ragazzi che non ci si deve sconcentrare badando all'arbitro: il nervosismo è alle stelle, e nonostante siano consci della propria superiorità sanno anche che è una partita di importanza fondamentale e che la posta in palio non sono solo i tre punti, ma un possibile distacco dei rivali. Ecco allora che all'inizio della ripresa la formazione ospite è ancora piuttosto contrata, e il Baffo è costretto a ridisegnare l'attacco inserendo il neo acquisto Paolo per un Ercole incapace di incidere, anche e soprattutto a causa di un terreno di gioco che non ne esalta le caratteristiche. Il talentuoso attaccante di origine straense se ne esce mogio mogio dopo aver calciato alto, da buona posizione, una punizione piuttosto interessante: per una volta però il suo borbottio non è rivolto al mister, ma a se stesso, conscio di non aver prodotto molto. Sarà per un'altra volta: checchè se ne dica in giro, la dirigenza e i giocatori hanno grande fiducia nel figlio di Zeus, e non vedono in Paolo colui che gli ruberà il posto ma piuttosto un giocatore con cui formare una coppia d'attacco destinata a fare grandi cose. "Contin dietro le punte? Un'idea intrigante" afferma una fonte che preferisce rimanere anonima "Certo darebbe un'impronta particolarmente offensiva alla squadra, ma non è detto che non si possano trovare delle soluzioni per coprire bene il centrocampo e schierare questo duo".
Il neo entrato dimostra subito di muoversi bene, su tutto il fronte d'attacco, ma è sfortunato perchè nel giro di pochi minuti la partita cambierà drasticamente volto e non sarà certo un match per attaccanti. Ma andiamo con calma. Nonostante una certa superiorità nel gioco, il Perarolo non punge: Zaghetto non riesce a sfruttare a dovere la tanto amata fascia destra, e i compagni non riescono a sfruttare a dovere Zaghetto. Qualche imprecisione di troppo costringe la difesa a chiusure poco raccomandabili, e quando non c'è più nessuno a fermare gli attaccanti avversari, ci pensa la sfortuna - per gli avversari; per il Perarolo ha segno decisamente opposto... - a metterci una pezza: a rimpiangerne l'intervento è il numero 11 blu che, lanciato solo soletto verso il prode Beccò, si deve accasciare al terreno a causa di uno stiramento o uno strappo dolorosissimo. Scampato il pericolo, il Perarolo trova la forza per concretizzare la propria manovra: tutto avviene sugli sviluppi di un calcio di punizione dalla sinistra, la palla cade in area e carambola tra una decina di giocatori, finchè arriva tra i piedi di Guzzo che irrompe con tutta la sua maestosità e a pochi passi dalla riga di porta... coglie il palo.
Ma dicembre è il mese di Jack Frost, il quale assume ancora le fattezze del goleador e sigla il più facile dei pareggi, ma si sa che anche i gol facili bisogna essere capaci di farli, e Jack dimostra di meritarsi il giorno di sciopero di cui domani sarà "vittima".
A quel punto la partita si fa ancora più maschia e, di conseguenza, ingarbugliata: l'arbitro, già in tilt, va in corto circuito ed espelle Trivella, reo di aver bestemmiato. Per quanto la redazione sia in linea di massima d'accordo con l'applicazione dell'espulsione diretta per chi si rende protagonista di tali volgarità, la stessa sottolinea il fatto che se le regole si applicano, si applicano con tutti e quindi, al settantesimo abbondante, la partita doveva essere un match di calcetto. Non solo: ai bordi del campo, già dal primo minuto era in corso uno show degno del peggiore dei teatri dell'orrore, grazie all'allenatore locale che sfornava resie ogni tre parole. Non vogliamo essere ipocriti: anche nella cattolicissima perarolo scappa qualche porco di tanto in tanto, tuttavia se si agitano i cartellini rossi per queste cose, lo si deve fare con uniformità di giudizio.
Prima di infilippicharmi di nuovo, è meglio che torniamo a Ballò: il Perarolo non sebbra soffrire troppo dell'inferiorità numerica, e anzi crea due azioni da gol con Occhi. La prima non viene sfruttata a dovere, la seconda invece viene conclusa in rete dopo un brillante controllo. E' il gol del meritato sorpasso, e dell'ennesima, clamorosa rimonta! Tutti in campo a festeggiare e a darsi pacche sulle spalle: è ora di fare il terzo.
E non ci sono dubbi sul fatto che i giallorossi lo faranno... almeno fino a quando Jack viene espulso per doppia ammonizione, non del tutto sacrosanta vista l'entità di entrambi i falli. Pochi minuti dopo l'arbitro perderà l'ennesima occasione per fare la cosa giusta, allorquando non espellerà il già ammonito capitano locale, che falcia deliberatamente un Oscar convertito a difensore aggiunto. Ma ormai non c'è nemmeno più la voglia e la forza di fare polemica, è tutto troppo ridicolo. C'è solo la volontà di arrivare al 90° e portare a casa la vittoria. E manca davvero poco, anzi pochissimo: il tempo di respingere due calci d'angolo e di assistere all'ingresso di Tino... ed eccolo il triplice fischio, arriva alle orecchie dei giocatori e dei tifosi dell'Us Perarolo come la sveglia mattutina che pone fine ad un incubo. Un incubo che però ha portato con se tre pesantissimi punti, che danno un'ulteriore carica ai ragazzi del Baffo e che potrebbero avere piacevoli ripercussioni sulla classifica (al momento della stesura del pezzo non sono ancora noti i risultati dei gironi ndR).

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