RSS

Risultati & Classifica 1° Giornata

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under: Etichette:
Borghetto Gregorense Tr. NP
Comitense Gazzo 2 5
Murialdina Bronzola 3 0
Perarolo Vigon. San Carlo Pont. 0 3
Rambla Loreggiola 2000 1 0
U.S.A.Mortise Grantorto 0 1
Zairo Calcio S.Giacomo 3 Ba. 1 1




CLASSIFICA
PuntiGioc.VintePareg.Perse FattiSubitiDiff.M.Ing.
Gazzo 3 1 1 0 0 5232
San Carlo Pont. 3 1 1 0 0 3032
Murialdina 3 1 1 0 0 3030
Grantorto 3 1 1 0 0 1012
Rambla 3 1 1 0 0 1010
S.Giacomo 3 Ba. 1 1 0 1 0 1100
Zairo Calcio 1 1 0 1 0 110-2
Borghetto 0 0 0 0 0 0000
Gregorense Tr. 0 0 0 0 0 0000
Justinense 0 0 0 0 0 0000
Loreggiola 2000 0 1 0 0 1 01-1-1
U.S.A.Mortise 0 1 0 0 1 01-1-3
Comitense 0 1 0 0 1 25-3-3
Bronzola 0 1 0 0 1 03-3-1
Perarolo Vigon. 0 1 0 0 1 03-3-3

| edit post

1° Giornata - Perarolo - San Carlo Ponte Vi

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under: Etichette:
Prima giornata, Perarolo Vs San Carlo Ponte Vi 0-3, c'è poco da aggiungere, l'unica cosa che possiamo fare è aggiungere delle foto dopo i 3 Goal.

Speriamo che il buon Macho scriva uno dei suoi famosi commenti.



| edit post

Prima partita di campionato

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under: Etichette:
Oggi ore 15.30 presso il campo di Vigodarzare si svolgerà la prima partita di Campionato tra Perarolo Vigontina e il San Carlo Ponte Vi. E' ormai tempo di rimboccarsi le maniche e ricominciare l'avventura....
Vi aspettiamo a Vigodarzare, oppure per quanto potremmo con il Live Blogging della partita...

In Bocca al Lupo...

| edit post

Ultima amichevole precampionato

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under: Etichette:
Questa sera presso il frazionale di Perarolo si svolgerà l'ultimissima amichevole precampionato contro il Brentelle.... di sicuro se ne vedranno delle belle..... :-)

| edit post

20 Settembre ricomincia il Campionato

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under: Etichette:
E' ufficiale il 20 settembre ricomincia il campionato di terza categoria.
Come prima giornata il Perarolo incontrerà il San Carlo Pontevi in casa.

Ecco il CALENDARIO

| edit post

U.S. PERAROLO nel Girone A di Padova, campionato di terza categoria

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under: Etichette:
Ecco l'elenco delle squadre del girone A di Padova

GIRONE PD/A
Borghetto, Bronzola, Comitense, Gazzo, Grantorto, Gregorense Trinitas, Justinense, Loreggiola, Mortise, Murialdina,
Perarolo Vigontina, Rambla, San Carlo Pontevi, San Giacomo Trebaseleghe, Zairo (TV).

Aspettiamo notizie per il calendario ufficiale

| edit post

Regolamento Perarolo Poker Tour 2009

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under: Etichette:
Ecco il regolamento per il Perarolo Poker Tour 2009, nei commenti potete aggiungere nuove regole o modificare quelle esistenti.

REGOLAMENTO
1- le partite del torneo sono valide solo il giovedi, salvo eventuali festività particolare e con il consenso della maggioranza dei giocatori
2- il buy-in del torneo è stato fissato ad una ciifra indicativa di 10€ e 15€ per le giornate di Royal Buy-in, solo ai fini del conteggio della classifica
3- il Royal Buy-in si esegue alla quinta partita consecutiva, e in caso di festività particolari e con il consenso della maggioranza dei giocatori
4- i tavoli sono eccezionalemente consentiti ad un massimo di 12 giocatori
5- Per il buy-in le fiches sono 40 e per i royal buy-in 50
6- I Punteggi saranno in caso di normal Buy-in 25 punti per il primo 10 per il secondo e 5 per il terzo, 1 per i non classificati, e moltiplicati x2 per il royal
7- I Premi saranno il buy-in per il terzo, il 70% del restante per il primo e 30% per il secondo
8- il terzo classificato DEVE fare le pulizie della zona di gioco salvo indicazione dei giocatori in gioco

9-NON SI ELARGISCONO PREMI IN DENARO

| edit post

sito in lavorazione

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:

sito in lavorazione
Originally uploaded by U.S.Perarolo 2009-2010.


| edit post

Si ricomincia....

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
Questa sera nel frazionale di Perarolo, ricomincia l'avventura Giallo-Rossa.
Maggiori informazioni più tardi con Grandi Novità e Grandi Ritorni, SEGUITECI....

Tanto per iniziare, abbiamo dato una bella rinfrescata al Blog...

| edit post

CODEVIGO 2 - PERAROLO 1 (v 2.0)

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
A causa di un improvviso acquazzone estivo scagliatosi sull'amena località che determina il punto di non ritorno per i vacanzieri della domenica che decidono di passare qualche ora sulle splendide spiagge del sottomarinese, la cronaca della partita di ieri pomeriggio tra Codevigo e Perarolo ci è arrivata dal nostro corrispondente solo grazie ad un telegramma spedito dalle poste di Civè, laddove la popolazione locale aveva ripiegato prima di essere sommersa dalla mareggiata.
Bloccati, braccati, impossibilitati a comunicare con l'esterno, come in un film con gli ufo, approfittando dell' unico apparecchio atto a ricevere e spedire messaggi ancora in funzione il nostro operatore anzichè chiamare rinforzi ha deciso di spedirci la cronaca della partita. Di lui e degli altri civili che erano con lui non abbiamo ancora notizie. Queste potrebbero essere le sue ultime parole.
 


Campo di merda. STOP.
Che in confronto queo de Arin jera el Campnou. STOP.
Gioco ovviamente condiziato. STOP.
Perarolo un po' meglio, ma neanche tanto. STOP.
In panchina Pennywise e suo cugino Bernywise sono seduto chick to chick. STOP.
Spettacolo garantito. STOP.
Rigore dubbio su Kiba. STOP.
Paolo s'incarica del tiro. STOP.
Parato. STOP.
Fine primo tempo. STOP.
In panchina si studia la storia con il grande gioco dei mimi. STOP.
Peccato che nessuno sappia nè chi sia Giulio Cesare nè cosa sia il Rubicone nè che il primo si sia trovato nei pressi del secondo. STOP.
Inizio secondo tempo. STOP.
Perarolo padrone del campo. STOP.
Un paio di grosse occasioni sciupate. STOP.
Ospiti meritatamente in vantaggio. STOP.
Kiba maramaldeggia in area e batte il portiere in uscita. STOP.
Partita in ghiacciaia. STOP.
In panchina si scoprono le funzionalità di "Folletto Massaro", l'aspirapolvere umana. STOP.
Perarolo ripiega in cerca del contropiede ammazzapartita. STOP.
Invece viene ammazzato il Perarolo. STOP.
Prima azione ragionato dei padroni di casa: minuto 89'. STOP.
Bedon, letterale I: "no ciaparemo miga gol desso". STOP.
Tiro da fuori, Beccò si tuffa sulla sua destra, ma scivola troppo. STOP.
Respinge corto, arriva il centravanti biancorosso e pareggia. STOP.
I giallorossi, ieri in rosanero, cercano di reagire. STOP.
Bedon, lettarale II: "va ben, desso vinsemo do a uno".
Ma contro ogni logica e ogni pronostico e ogni Bedon si beccano un contropiede sulla fascia destra. STOP.
Cross che attraversa tutta l'area piccola. STOP.
Irrompe Mario, che aveva lavorato per la vecchia "la new asfalti massaro" e covava forte rancore nei confronti dell'ex datore di lavoro, reo di averlo mandato a togliere amianto in canottiera e espadrillas, sigla l'inesplicabile 2 - 1. STOP.
Triplice fischio, quadruplice bestemmia. STOP.
Cala la notte su Codevigo e Civé. STOP.
Siamo ancora chiusi qui dentro, venite a salv

| edit post

CODEVIGO 2 - PERAROLO 1

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
A

| edit post

PERAROLO 2 - SAMBRUSON ANCA

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
Pareggio dolceamaro, chiaroscuro, dublefas per il Perarolo, impegnato nella gara casalinga contro l'Ambrusian Sambruson ma ancor di più nel progetto di recuperare posizioni preziose in classifica. Progetto che deve assumere una battuta d'arresto in virtù del pareggio ottenuto al termine di una partita giocata sotto un'abbondante nevicata, con tanto di arbitro "costretto" ad indossare k-way con il cappuccio e berrettino con visiera... Al mondo si era visto raramente qualcosa di più pietoso. Da notare peraltro che il direttore di gara, che era lo stesso che aveva arbitrato la gara d'andata tra le due compagini, ha inconsapevolmente risposto affermativamente alla domanda posta da Luca Pajaro un paio di settimane orsono: "al ritorno mandano gli stessi arbitri dell'andata?". Sempre per rimanere nel campo del paranormale, da sottolineare la confortante presenza di spirito di Penny "Bernywise" Levorato che durante l'appello nel sentire il suo cognome, e fregandosene totalmente del fatto che la sua maglia veniva due numeri dopo, rispondeva anticipando a "gambatesa" l'omonimo Elaborato, sempre più fiero di portarsi appresso un cognome del genere (da ricordare la sua confessione di una lontana, ma nemmeno tanto, parentela con Diugà).
Ma bando alle ciance: il Baffo deve fare i conti con un paio di infortuni, la squalifica di Paja Onga e il sicuro reclamo degli ospiti per la presenza nel roster di Camacho, ufficialmente squalificato per i fatti di domenica scorsa, ma a scanso di equivoci, cari lettori, vi rassicuriamo che è tutto sotto controllo: il fiero baluardo ha scontato la sua squalifica in occasione del recupero di mercoledi sera scorso di cui vi abbiamo dato fedele cronaca su queste colonne. E' anche vero che dopo il precedente di Cugino, di certezze in via Diaz non ce ne sono più... Incrociamo le dita, che un punto in più non fa comunque schifo. Ecco allora che la formazione titolare è composta da Beccò, i cui ciuffi di barba continuano a crescere ispidi e irregolari; Trivella, Mr. Lui e Fornaro in difesa; Pato, Fefè e Totò a centrocampo con Luca Pajaro mandato in missione sulla fascia sinistra e Kiba e Morticia a chiudere l'undici titolare. Il primo tempo è escusiva dei padroni di casa: i giallorossi, ieri in blu Piedone, non si rendono protagonisti di occasioni particolarmente clamorose, se si eccettua un'asta colpita da Pajaro, ma sono costantemente proiettati nella metà  campo avversaria. Il centrocampo gira a buoni regimi, la difesa regge bene l'impatto di due punte sufficientemente fisiche e tecniche, e l'attacco cerca di scardinare l'attenta retroguardia rossobianca, anche se con fortune alterne. Il punteggio di 0 a 0 che matura alla fine del primo tempo è pertanto sostanzialmente giusto, considerando anche che Beccò deve impegnarsi solo in un'occasione, abbrancando un'insiodiosa punizione dal limite, calciata dallo stesso mancino che all'andata aveva condannato la squadra del Baffo.
Nella ripresa invece le due squadre si sbizzarriscono, e la prima a farsi notare è proprio la compagine di casa, che passa in vantaggio al quinto minuto allorquando Pato sfrutta al meglio il suo magic moment calciando dal limite dell'area una palla in maniera sporca che più sporca non si può: la palla rotola lemme lemme, fa un paio di salti, una capriola, due rotazioni e una rivoluzione e si insacca alle spalle dello stupefatto portiere veneziano. Il Perarolo reagisce alla solita maniera al vantaggio: allungandosi in cerca di un gol che chiuda il conto, e lasciando scoperto il fianco agli attacchi degli avversari che, essendo in svantaggio, ci mettono qualcosa di più. E' così che la partita prende fuoco e i due portieri cominciano a scaldarsi un po'. Ad approfittare per prima della situazione è la squadra ospite, che coglie impreparata la difesa giallorossa, e trova il pareggio con un prestigioso pallonetto dalla trequarti campo. Autore della rete, senz'altro una delle più pregevoli del campionato in corso, è il talentuoso Berni che, memore del precendete contratto con mediaset, riveste i panni di Mr. Lui e beffa Beccò in occasione dell'unico anticipo che gli riesce nel corso di 60 minuti. In effetti la sua spaccata è provvidenziale, perché ferma sul nascere una pericolosa azione in contropiede e in superiorità numerica del Sambruson, ma per qualche strano principio fisico (che nessuno dei presenti sa spiegare, ma che la troupe di "Ragazzi... c'è Voyager" è già pronta a svelare nel corso della prossima puntata) la palla s'inarca in cielo e supera il portierone perarolese con una parabola perfetta.
I biancorossi, sulle ali dell'entusiasmo, si buttano a capofitto alla ricerca del gol della vittoria, e nel giro di un paio di azioni passano in vantaggio: stavolta è proprio Beccò, incolpevole in occasione dell'autogol, a dover fare ammenda perchè tutto nasce da una sua presa un po' saponosa. La palla, non trattenuta, finisce sui piedi del tutt'altro che veloce ma sufficientemente lesto numero 11 ospite che ci mette un po' prima di calciare e lo fa solo quando lo scontro con il portiere, in uscita disperata, è inevitabile. Il pallone finisce abbondanemente fuori, ma il direttore di gara, da sotto il suo cappuccio, decide di assegnare calcio di rigore. Decisione quanto mai discutibile, e davvero strana se è vero come è vero che fino a quel momento, lo diciamo in tutta onestà, aveva arbitrato quasi a senso unico in favore del Perarolo, memore forse dei tanti torti riservati ai giallorossi in occasione del match d'andata. Beccò chiede spiegazioni, e il talentuoso arbitro risponde di aver assegnato il rigore per sanzionare "l'intenzione". Al termine della gara, Beccò va a confessarsi al Santo.
Neanche da dire che il rigore viene trasformato e che il Perarolo si ritrova improvvisamente nel baratro: il punteggio è bugiardo, inspiegabile, ma è altrettanto inspiegabile la metamorfosi della squadra di via Diaz, che, se si eccettua un'occasione sprecata da Kiba Cavallo, non è praticamente mai stato pericoloso. Siamo già nel recupero e per una volta i minuti finali non sono fatali, non ai colori giallorossi per lo meno: è Pippo Jordan Giordari a procurarsi con molto mestiere un calcio di punizione dal vertice destro (per chi attacca) dell'area di rigore. Totò giunge nei pressi della palla e confessa: "Macho, adesso tiro in porta" "No sta fare cassade" è l'approvazione entusiasta... Nessuno saprà mai se la palla che parte dal piedino calabrese fosse effettivamente intesa come un tiro in porta o meno, fattostache del tiro in porta non ne ha assolutamente i connotati, nè tantomento la direzione, ma è altrettanto vero che il pallone va a colpire la cerega di Bernoccolo Cugino che segna il gol dell'insperato pareggio e in attimo ritrova stima e fiducia da parte dello spogliatoio, che ormai lo dava per partente e francamente ne auspicava la partenza, visto anche l'orribile partita che aveva disputato fino a quel momento.
In spogliatoio i sorrisi per il punticino sono misti ai musi lunghi per i due persi e all'incredulità per l'ennesima prestazione difficilmente spiegabile. "Speriamo che si trattasse di stanchezza" ipotizza il Baffo "e che domenica prossima, con un minimo di riposo alle spalle, sul terreno tutt'altro che temibile del Codevigo riusciamo a non complicarci la vita da soli".

| edit post

S'ANNA 3 - PERAROLO 4

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
Succede un po' di tutto nel secondo recupero infrasettimane consecutivo che il Perarolo si vede costretto a disputare, causa inversione dei campi, sul terreno nemico. E che terreno! Dalla nostra postazione preferenziale e sopraelevata è evidente che il manto erboso lascia davvero a desiderare, e, complice anche un pallone non particolarmente gonfio, produce effetti negativi sulla qualità del gioco.
Il Baffo schiera il rientrante e mezzo febbricitante Beccò tra i pali, Trivella capitano e al centro della difesa, supportato dal Fornaro, Diarea e Cugino; a centrocampo un trio di mancini: Fefè, Totò e Pajarò; in attacco Pato, Morticia e Paja Onga.
Il Perarolo parte un po' arrembante e stando a quanto ci riportano i nostri vicini di postazione (chi scrive ammette di non aver valutato correttamente l'enorme distanza tra l'abitazione e la sede di giuoco e di essere quindi arrivato in ritardo per il fischio d'inizio) pare confezioni due buone opportunità nei primissimi istanti del match. Di sicuro c'è che quando lo scrivente trova spazio tra la foltissima tifoseria presente al "Patataro In Incognito" Paja Onga sfrutta nel peggiore dei modi una ghiottissima opportunità: smarcato perfettamente da Pato nel replay - a ruoli inversi - del gol di domenica scorsa ad Arino, il veloce cursore non sembra trovare la velocità necessaria per battere il diretto avversario e si accontenta di calciare dal limite dell'area con esiti disastrosi.
I nerogialloblu casalinghi non sembrano essere particolarmente temibili, e gli unici fastidi sono creati dall'accostamento cromatico - fortunatamente lenito dalla scarsa illuminazione - e dal talentuoso numero 10, che mette in difficoltà la retroguardia dei giallorossi, ieri in rosanero, con la sua mobilità ed un piene educato. A dirla tutta però, sembra che gli ospiti si mettano in difficoltà da soli, a causa di una condotta di gara indisciplinata soprattutto a centrocampo - laddove la distanza tra i tre giocatori è troppa e favorisce gli inserimenti degli avversari - e probabilmente per un minimo di stanchezza che non si può non far sentire alla quarta gara nel giro di 10 giorni. Preoccupante in particolare la cronica incapacità di intivare un passaggio, anche il più elementare. A farne le spese è Cugino, che rientrava dalla doppia squalifica, e abbandonderà il terreno di gioco alla mezzora circa quando il Baffo, irritato, ne punisce uno per educarne 100, o per lo meno 11, sostituendolo con Kiba Cavallo. Cugino reagirà malissimo alla sostituzione, ma ne daremo conto in un secondo momento.
Nel frattempo infatti i padroni di casa sono passati in vantaggio: per l'ennesima volta un giocatore si fa metà campo senza essere contrastato, arriva in area e calcia. La palla finisce sulla traversa e va a sbattere contro un compagno di squadra che dormiva a pochi passi da Beccò per poi finire in rete. Probabile, anzi molto probabile, che il sonnambulo si trovasse in fuorigioco ma l'arbitro, che da questo momento in poi (ma forse fin dallo sciagurato giorno in cui decise di intraprendere la "carriera" arbitrale) entrerà in una spirale di errori l'uno più clamoroso dell'altro.
In qualche modo però il Perarolo riesce a trovare energie e attributi per far valere la propria superiorità e confeziona il gol del pareggio con Pato, sempre più bomber, che è lesto a battere il portiere avversario sugli sviluppi di quella che probabilmente è l'unica azione degna di questo nome da parte del Perarolo. Perarolo che in un batter d'occhio spreca l'opportunità di passare in vantaggio allorquando il maggiore dei Cavallo non riesce a scavalcare il portiere in uscita disperata.
Passa qualche minuto ed ecco un'altra amnesia giallorossa: altro uomo che si fa una galoppata (non ce ne vogliano i due lucani) indisturbata, arriva in area e calcia di precisione sul palo alla destra di Beccò. 2 a 1 e tanta incredulità sugli spalti laddove la torcida di casa, in sciopero, non festeggia. Si sentono pertanto solo i lamenti della tifoseria ospite, capitanata da quel Piedone l'Africano che, riconosciute le origini chioggiotte del direttore di gara, non lesina complimenti, in particolare sull'acquisto dell'ultimo ritrovato tecnologico, la mastella a motore. Ma giusto il tempo di mettere la palla al centro e subire un fallo al limite dell'area che il Perarolo trova l'importantissimo pareggio: Zaghetto calcia malissimo in direzione del portiere ma sufficientemente forte perchè la palla si infranga sulla capoccia di un difensore che insacca di prepotenza. 2 a 2 veramente importantissimo perchè conquista pochi attimi prima di andare al riposo, e quindi di avere un minimo di serenità in più. Non a caso la ripresa parte con un Perarolo convinto e convincente, che si procura subito una buona palla gol e si porta in vantaggio nell'azione successiva, ancora con Pato Cavallo, che ha gioco facile nell'entrare in area avversaria e superare il numero 1 di casa. Al decimo, l'episodio più increscioso di un arbitraggio che abbiamo già definito imbarazzante: Paolo Morticia (cui già erano stati negati parecchi falli subiti) si libera di due avversari in area di rigore e ad un passo dal portiere viene clamorosamente strattonato per la maglia. L'arbitro non può non vedere e infatti... con la mano fa chiaramente segno di continuare. Il pubblico è furente e basito, ma è più furente che basito e perfino l'aplomb che solitamente caratterizza lo stile del presidente viene messo da parte per l'occasione.
Ma il Perarolo non demorde e continua a spingere, fino a quando la casacca nera, ieri in bianco "moreno morello", è costretto suo malgrado a decretare un penalty per fallo di mano in piena area di rigore. Per la verità il fallo è anche del tutto accidentale e non voluto, ma il rigore, soprttutto dopo l'episodio precedente, non si poteva non dare. Paolo dal dischetto, ed è 4 a 2 per gli ospiti.
A quel punto, come è già accaduto in passato, i giallorossi si mettono col cuore in pace a vivacchiare sul doppio vantaggio e i padroni di casa ne approfittano per accorciare le distanze. Punizione dal limite: la palla è calciata discretamente, ma Beccò forse la vede in ritardo, forse si butta in ritardo e di sicuro la barriera non da un contributo nel fermare un palla che passa appena sopra la spalla dei giocatori e si deposita lentamente ai piedi del primo palo. 3 a 4 e partita che si riapre: manca un quarto d'ora abbondante ed è il S.Anna a fare la voce grossa mettendo più volte alle strette la retroguardia guidata da Trivella, ormai logora e incapace di respirare. A dire il vero i Baffo Boys hanno a disposizione un paio di contropiedi per riallungare le distanze, ma le sfruttano malissimo e il risultato è solo quello di allungare la squadra ed esporla ancora di più alle folate avversarie. Il pubblico ospite, l'unico rimasto dopo che la contestazione della tifoseria locale si è trasformata in abbandono prematuro degli spalti, sussulta quando i padroni di casa colpiscono un'asta a Beccò battuto e quando a pochi minuti dal fischio finale si ripresenta la stessa punizione che li aveva condannati settimana scorsa contro il Vigorovea. Fortunatamente chi è sul pallone decide di non sfruttare il doppio uomo libero alla destra della barriera ma di calciare in porta. Con esiti disastrosi per il S'Anna ma felicemente conclusivi per il Perarolo. La partita termina con un sospiro di sollievo collettivo, e con un Baffo un po' perplesso per la prestazione ma comunque sorridente: "per una volta la fortuna c'è stata amica: a conti fatti forse il pareggio sarebbe stato più giusto, ma sono tre punti ugualmente importantissimi che ci proiettano in una zona della classifica un po' più consona alle nostre potenzialità".
"E per quanto riguarda la faccenda cugino?" chiediamo.
"No comment" risponde laconicamente.

In serata i nostri uffici hanno fatto luce sul mistero Cugino. Detto che è stato sostituito per l'inconsistenza della sua prova, ma che per lo stesso motivo poteva essere sostituita mezza squadra, la reazione a caldo del giocatore è stata dura: "vago lavorare" ha commentato subito dopo la doccia calda.

Nella tarda serata è tornato ad esternare, e noi della redazione abbiamo lo scoop in esclusiva. Venendo meno al suo consueto stile, che - per chi non lo ricordasse - vi riproponiamo qui sotto

Ciao a tutti ragazzi,
                            era nell'aria ed alla fine ho tratto le mie conclusioni: domani martedi' 2 Ottobre 2007 Vi saranno consegnate le nuove borse con la nuova vestizione.Io non ci saro'. Ho gia' parlato di questo con il Mister e con qualcuno della dirigenza (Franco) ed ho deciso di lasciare. La seconda categoria non fa per me, troppo agonismo. Non ho piu' l'eta' per certi sforzi , certi ritmi,certi avversari, certi compagni. Per provare ad allenarmi quest'anno ho perso il lavoro, la ragazza, gli amici, 2 kg e 5 euro al poker di giovedi' scorso: non posso davvero continuare, sarei un peso per me stesso e soprattutto per Voi. Spero solo di aver lasciato un buon ricordo di me in tutti Voi, come Voi lo avete fatto in me. La borsa la porto indietro a casa del Mister stasera,domani sarebbe davvero troppo straziante sia per me che per Voi.  Siete stati indimenticabili e non Vi dimentichero' mai, come quando mi avete nascosto e  congelato il bagnoschiuma... Spero che ogni calciatore possa avere la fortuna di trovare un gruppo cosi' affiatato come quello che siete e siamo stati. Vi saluto con una lacrima che scende dal mio viso abbronzato e, facendoVi un grosso in bocca al lupo per la stagione in corso, mi raccomando: DAJE RAGA!! DAJE RAGA!!

Dimenticavo:  GIGI VOSTRA.......

il giocatore dal Bernoccolo pià grosso in circolazione ha testualmente scritto in un comunicato stampa: "Ufficiale: dopo una lunga telefonata con Laila, ho avuto il permesso di avere il mio cartellino. Peccato non giocarvi contro perchè sarò sul girone di VE. Notte".

Non perderemo tempo nel commentare: Cugino e le sue affermazioni hanno ormai credito pari a zero in quanto a veridicità e verosimiglianza (ricordiamo, non ultimi, i suoi finti infortuni), e l'unico sport cui potrebbe dedicarsi, dopo Perarolo, è il tavolo verde, peraltro con risultati che si possono facilmente intuire: i giocatori avversari dopo un po' capirebbero che il bernoccolo sudato è segno di bluff, mentre il bernoccolo asciutto è indice di punticino in mano; bernoccolo che si ingigantisce sta per grosso punto in mano mentre bernoccolo che si ritrae dentro alla calotta cranica sta per desolazione; bernoccolo che si duplica e compare anche sull'altra metà del cranio sta per Guzzo, Isy e Camacho a pranzo in via Savelli.


| edit post

ARIN 4 - PERAROEO 1

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
"Se vai a raccontare in giro che mercoledi sera abbiamo sfiorato la vittoria con i primi in classifica, e che ieri abbiamo preso 4 gol con una squadra che in classifica sta sotto di noi, la gente non ci crede... Eppure, è tutto vero!"
"Se ndemo al Santo, trovemo sarà".
Così commentano rispettivamente il capitano e il tecnico dell'US Perarolo, annichiliti dopo un 4 a 1 che è difficile da digerire per le modalità con cui è scaturito e la desolante pochezza dell'avversario.
"Certo se non mi fossi fatto espellere" continua capitan Camacho "le cose sarebbero andate in maniera diversa.. Fino a quel momento avevamo disputato una buona partita, e nonostante il campo e un po' di stanchezza dovuta ai tanti appuntamenti ravvicinati, avevamo dimostrato di avere qualcosa in più...."
Infatti fino al momento della sua sciagurata espulsione, erano stati i giallorossi, ieri in rosanero, a manovrare con più convinzione e a sprecare l'unica occasione del match, con Pato che sparava sopra la traversa da pochissimi passi. Va ricordato inoltre che, viste le improvvise defezioni di Beccò e Pippò e la reiterata squalifica di Cugino (!!!) il Perarolo per l'ennesima volta si ritrovava a ranghi ridotti e schierava Bedon tra i pali, Berni, Elaborato, Camacho e Trivella in difesa; Pato, Pajaro e Totò a centrocampo; Kiba e Paja Onga Olivia sulle fasce e come unica punta Paolo Morticia. Infine, per dare un quadro completo del match, non si può dimenticare di citare il terreno di gioco, il MezzoPatataro, poiché nella metà campo difensiva del Perarolo era devastato manco ci fossero passati gli unni a cavallo. Ogni palla che capitasse nella fascia centrale diventava un terno al lotto, e - scusateci se lo chiamiamo ancora in causa, ma nasce tutto da lui - nel tentativo di respingerne una Camacho scivola su una pozzanghera, e secondo gli ultimi referti medici si stiracchia la zona che va la zona bassa della schiena, diciamo un paio di dita sopra le chiappe. Conscio di non poter reggere a lungo, Camacho chiede al Baffo di far scaldare qualcuno e nel frattempo si scambia di posizione con Trivella che passa a marcare il centravanti avversario. Tempo dieci minuti e accade il patatrac: parte un cross dalla fascia sinistra, Bedon esce a caccia del pallone e lascia sguarnita la porta. Camacho si piazza al suo posto e manco farlo apposta la palla viene indirizzata proprio verso di lui che, proprio sopra alla linea, compie un passo di lato e si scompone quel tanto che la palla gli finisca tra la pancia e il braccio, comunque posizionato lungo il corpo. Vane le proteste: rigore e cartellino rosso. Negli spogliatoi possiamo notare che la palla è stampata chiaramente sulla maglia numero 4, mentre sulla manica le traccie sono davvero irrilevanti. Con questo non vogliamo dire che la decisione dell'arbitro fosse del tutto avventata, ma certo si poteva essere un po' più clementi: un rigore contro e un uomo in meno per circa 60-70 minuti non sono uno scherzo.... Peraltro, a ulteriore indicazione che la fortuna non gira proprio a favore degli ospiti, il rigore che ne scaturisce è davvero un obbrobrio: calciato malamente, centralmente e rasoterra, sta quasi per fermarsi su una delle innumerevoli gibbosità del terreno, ma in qualche modo la sfera riprende inerzia e si accascia mollemente alle spalle di Bedon, che si era tuffato verso il palo alla sua destra...
I minuti successivi sono tutti appannaggio dei locali, che hanno facile gioco contro il reparto difensivo perarolese non ancora abituatosi all'inferiorità, e che sprecano malamente una ghiottissima occasione allorquando l'assai mobile numero 11 spedisce a lato, di testa, da un metro. Il Perarolo reagisce e nel giro di cinque minuti prima si mangia e poi agguanta il pareggio: la prima occasione capita sugli sviluppi di un calcio piazzato battuto da Morticia con rara potenza. Il portiere respinge malamente e la palla capita sul petto di Zaghetto che, solo davanti alla porta, non riesce a trovare la giusta coordinazione, si fa ribattere il tiro, e di nuovo la palla giunge a lui, ma di testa alza incredibilmente sopra la traversa. Pochi minuti dopo l'aitante cursore si fa perdonare rubando palla nella zona mediana e servendo con rara (per lui) intelligenza Pato. Quest'ultimo compie due passi dentro l'area e batte sul primo palo il portiere. Pareggio strameritato, e partita che potrebbe assumere i connotati dell'impresa: il Perarolo ci crede, c'è, e venderà cara la pelle.
Peccato che non passano tre giri di lancette che i padroni di casa ritrovano il vantaggio: corner, palla respinta corta, uno degli arancioni la insegue, si gira e calcia verso la porta. La sfera sembra indirizzata fuori ma improvvisamente e improvvidamente si abbassa, battendo un incolpevole Bedon.
Negli spogliatoi regna un po' d'incredulità, nonostante sia chiaro a tutti che gli avversari sono decisamente alla portata nonostante l'uomo in più.
La ripresa tuttavia non parte col piede migliore per i rosanero, che stentano a trovare il ritmo giusto per impostare un'offensiva degna di questo nome. Tanto più che adesso l'attacco è costretto a giocare nella metà campo peggiore, il che complica ulteriormente le cose. Al ventesimo circa, la partita perde ogni ulteriore interesse: palla che si sposta per vie orizzontali, finta di sopracciglia del veterano numero 10, Salvo abbocca, il 10 ci prova: calcia dalla tre quarti campo, e la palla si insacca. Non è chiaro se con la complicità anche del numero 1 ospite, ma si tratta comunque di un gran gol.
Parte il valzer delle panchine, e per gli ospiti entrano in campo Aldo, Toldo e Fefè che nell'occasione verrà chiamato Fefoldo. El Fornaro calcia due punizioni spettacolari, una più sfortunata dell'altra, e dall'altra parte del campo un puntone trova la via del gol dopo aver baciato il palo interno. Questo e qualche decisione discutibile dell'arbitro accompagno le squadre fino agli spogliatoi con un rotondo 4 a 1 che non fa giustizia al Perarolo ma che si spera dia agli uomini del Baffo le giuste motivazioni per il recupero col Sant'Anna di mercoledi sera.

| edit post

PERAROLO 1 - VIGOROVEA 1 (ovvero "come rifrarsi del male da soli e, stavolta, mangiarsi anche una me*da")

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
Mentre negli Uniti Stati d'America la popolazione era divisa tra
l'emozione per il da_poco_passato insediamento del neo presidente
Barack Hussein Obama e quella, se possibile ancor più forte, per la
ormai_incipiente nuova stagione di Lost, la terza categoria padovana
viveva una serata di palpitante pathos: sul terreno neutro e sabbioso
di Busa di Vigonza scendevano in campo i capofila del Vigorevea contro
la banda del Baffo in quello che, per quest'ultimi, è il primo dei due
recuperi infrasettimanali che affronteranno nell'arco di una
settimana. Se a questo fatto si sommano le consuete partite della
domenica, e un numero piuttosto consistente di infortunati e
squalificati, si capirà che i giallorossi, ieri in rosanero, sono
chiamati a prestazioni davvero straordinarie.
Ricordiamo infine, prima di passare alla cronaca, che la gara di ieri
sera era stati rinviata, non più tardi di un mese fa, per
l'indosponibilità dei fari del Frazionali, rei di provocare scariche
anomale sul terreno di giuoco. In quell'occasione, infatti, il
simpatico arbitro che aveva già arbitrato la compagine di via Diaz in
quel di Sambruson, era arrivato in abbondante ritardo perchè sulla
Chioggia-Vigonza aveva avuto noie al motore: la gara sarebbe
certamente terminata a fari accesi e per preservare la salute degli
atleti era stato deciso di rinviarla. Per lo stesso motivo, il
recupero serale si è svolto sul decantato campo della casa_madre Union
Vigontina S.r.L., anche se il terreno di giuoco si è rivelato meno
accattivante del previsto: una distesa di sabbia comprometteva infatti
arti ed articolazioni dei giocatori, e soprattutto provoca dolorose
abrasioni ed epilazioni non volute. Beccò, schierato tra i pali, ne
approfitterà più volte per cercare di togliersi i peli dalle spalle,
ma con risultati non del tutto soddisfacenti. Davanti a lui, schierati
da destra a sinistra, si scorgono le sagome di Paja Onga, Trivella,
Capitan Camacho ed Elaborato, inserito a pochi minuti dal fischio
iniziale nel roster titolare al posto di Cugino Bernoccolo, il quale
aveva atteso fino alle ore 20 l'arrivo del comunicato in cui si
attestava la sua squalifica. Da capire se, come pare abbiano fatto gli
avversari con un caso analogo, ci siano effettivamente 24 ore per
recepire tale comunicato: cosa che sarebbe anche sensata, ma che
insinuerebbe un nuovo dubbio: avendo saltato la partita di ieri sera,
Cugino potrà giocare domenica? Mentre la corte dei diritti umani
dell'Aia si sta consultando al riguardo, continuiamo ad enumerarvi la
formazione: il centrocampo è formato da Pato, Pajaro e Totò, mentre
l'attacco è assegnato a FilippoJordanGiordari, Kiba e Paolo che dopo
le giuste rimostranze per non aver un soprannome, verrà chiamato, su
consiglio del Baffo, Morticia.
C'è anche da dire che questo è lo schieramento teorico della
formazione, ma in realtà ma in realtà sul terreno di gioco le cose
cambiano in fretta. Il Baffo aveva sì previsto che la fascia destra
sarebbe stata cruciale e quindi da presidiare in massa, ma non aveva
previsto che le due punte, molto mobili, avrebbero lasciato scoperta
la fascia opposta e che Totò si sarebbe dovuto sacrificare in un ruolo
molto più vicino a quello del terzino che a quello del centrocampista.
Il possesso della palla è totalmente appannaggio degli ospiti che
dimostrano grandi capacità di manovra e di palleggio, anche se i loro
continui giochi di sponda sono piuttosto sterili e non danno vita a
particolari grattacapi per la retroguardia rosanera, più impegnata a
rincorrere che a sventare. Il Perarolo, dal canto suo, concede
volentieri spazio agli avversari: si schiera profondo a difesa della
propria porta, concede pochi varchi, presidia le zone critiche con
attenzione e cerca di ripartire in velocità sfruttando la velocità di
Morticia e la confusione che riescono a creare Kiba e Jordan. I tre
sono anche attivamente impegnati in fase difensiva, visto che si
dannano l'anima nel tentativo di fermare sul nascere l'azione dei
granata, che si affidano raramente ai lanci lunghi e sono invece
avvezzi al partire palla al piede già dalla propria area. E' un match
che comunque si può definire equilibrato poichè nessuna delle due
formazioni crea occasioni particolarmente pericolose, e si inizia a
capire che gli equilibri in campo potranno essere rotti solo da
episodi. Non è un caso allora che la prima punizione decente di Paja
Onga nel campionato in corso finisca sul capoccione di Pato Cavallo e
che quest'ultimo insacchi di prepotenza lungo il primo palo. Siamo
alla mezz'ora e il Vigorovea trema. La reazione non si fa attendere,
ma l'eccessiva frenesia e qualche imprecisione di troppo, oltre a
qualche piede che giunge propizio a respingere tentativi di
conclusione, costringono i primi della classe a rimandare
l'appuntamento col pareggio. Da registrare, a pochi minuti dalla fine,
un pauroso scontro in piena area giallorossa con Paja Onga che
dimostra a tutti le qualità della sua zucca: tanto vuota dentro quanto
dura e resistente fuori. L'avversario se ne va con una vistosa
fasciatura e sarà costretto alla sostituzione durante l'intervallo.
Intervallo durante il quale non succede niente, e allora torniamo
precipitosamente in campo. Il copione non cambia, il Vigorovea fa la
partita, manovra palla ma non si avvicina mai dalle parti di Beccò: ci
prova spesso da calcio piazzato (tanti, troppi quelli concessi nella
seconda frazione dall'arbitro, che fino a quel momento aveva diretto
più che discretamente ma che alla fine si dovrà accontantare di una
sufficienza striminzita stante l'elevato numero di gialli sventolato
sul naso ai perarolesi e al totale menefreghismo per le bestemmie
urlate da un discreto numero di granata, per non parlare delle offese
e minaccie che provenivano dalla panchina e in particolar modo
dall'esagitato Cocaina).
Il Vigorovea ci prova allora inserendo 4 o 5 forze fresche, tutte di
livello pari se non superiore a quelle schierate inizialmente, e
costringendo Kiba a ripiegare sulla linea di difesa e Salvo a uscire a
beneficio del Fornaro, che fa così il suo esordio con i colori sociali
del Perarolo dopo una vita passata a calcare proprio il campo della
Vigontina. Beccò è chiamato agli straordinari solo in un'occasione,
allorquando, nascosto da compagni e avversari, devia in angolo una
rasoiata di sinistro partita da fuori area. Per il resto è una
battaglia all'ultimo fallo e proprio sugli sviluppi di un calcio di
punizione gli ospiti troveranno la parità. Siamo già al secondo
minuto, e stavolta sono "solamente" 6 quelli concessi: punizione dal
vertice sinistro, barriera a quattro, un portiere di qua e uno di la,
due che battono... facendo due conti si capisce che gli uomini
disponibili sono 6 per il perarolo e 8 per gli ospiti. Mettiamo che
uno sia rimasto a presidiare la difesa, fa sempre 7... ed è proprio
quest'uomo libero, sul lato corto dell'area, a pochi passi dalla
palla, a riceverla: la barriera tentenna, nessuno chiude, alla fine ci
prova capitan Camacho dall'altra parte dell'area a chiudere, ma non fa
in tempo ad avvicinarsi che lo sconosciuto giocatore calcia in porta.
La palla in qualche modo passa tra lo stesso Camacho, le mani di Beccò
e la traversa.
E si insacca.
L'incubo ritorna, ma non ci sarà modo e occasione per farlo rivivere,
e comunque i ragazzi in rosa e nero ne hanno già abbastanza di queste
rimonte.... Il triplice fischio arriva più come una beffa che come una
liberazione e in spogliatoio nonostante le pacche sulle spalle e i
complimenti, nessuno ha voglia di festeggiare nè tantomeno si da pace.
Di sicuro c'è che questa è la strada giusta da imboccare per togliersi
qualche soddisfazione in un campionato che nonostante tutto è ancora
aperto a numerose sorprese. Domenica si va in trasferta ad Arino e
l'imperativo è quello di riprendersi i due punti regalati nella
sciagurata partita d'andata (ricordiamo da 2-0 a 2-2) portandosi a
casa il bottino intero.

| edit post

PERAROLO 4 - ARZERELLO 1

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
Il girone di ritorno inizia così com'era iniziato quello di andata:
una vittoria, per quanto più sudata del previsto, e un po' di morale
per la truppa del Baffo. Il punteggio, per quanto rotondo, non esprime
infatti le difficoltà incontrate del Perarolo nel fare sua una partita
giocata decisamente peggio di appena sette giorni fa, e che si è
risolta solo grazie alle incertezze delle retroguardia ospite, in
particolare del portiere, dimostratosi tutt'altro che a suo agio fuori
dai pali. Eppure i giallorossi, oggi in rosanero, erano partiti
discretamente bene, e avevano trovato la rete poco dopo il quarto
d'ora di gioco con Paolo che s'involava sulla fascia destra e batteva
facilmente il portiere in uscita. A far coppia con lui, in attacco,
il Baffo schiera Toldo, relegando Pato Cavallo, reduce dall'inutile
tripletta contro il San Martino, a centrocampo per sopperire ad una
delle numerose assenze di giornata dovute a infortuni o a sanzioni
disciplinari (nella fattispecie quella di Fefè, cui si aggiungono
quella di Jack, Elaborato, Paja Onga, Giggi)... Al fianco di Pato,
Totò e Luca Pajaro e Kiba mentre la retroguardia è composta da
Trivella, Camacho, Berni e Cugino, con Beccò a difendere da par suo i
pali.
Come detto, il Perarolo si rende protagonista di un buon inizio e i
rivali non si rendono praticamente pericolosi, nè mettono mai naso
nell'area giallorossa. Producono tuttavia un certo forcing e col
passare dei minuti guadagnano campo, in particolar modo surclassando
il trio di centrocampo predisposto dal Baffo, a causa anche del
forzato spostamento di Pato sulla fascia, allo scopo di limitare le
scorribande del numero 7. Questo spostamento provoca però qualche
scompenso alla retroguardia giallorossa, che si trova a fare i conti
con le incursioni del numero 4. Ciononostante, non si creano
particolari situazioni di pericolo e Beccò non viene praticamente mai
chiamato in causa, se non per effettuare rinvii. Ma a rimettere in
gioco gli ospiti ci pensa Kiba Cavallo che atterra maldestramente un
avversario in area di rigore. A dirla tutta non si tratterebbe nemmeno
di un vero e proprio fallo, ma più di un tentativo di ripararsi ma il
contatto tra la schiena del centravanti avversario e le braccia del
bomber lucano c'è ed è molto rumoroso, e la decisione presa
dall'arbitro ci trova tutto sommato d'accordo. Beccò intuisce la
direzione, ma il tiro è piuttosto forte e il risultato era comunque
scontato anche prima che la palla partisse.
1 a 1 e Perarolo che non riesce a ritrovare le giuste geometrie per
rendersi pericoloso. Tra il primo ed il secondo tempo il Baffo dispone
nuovamente Pato in mezzo al campo lasciando a Totò il compito di
presidiare la fascia sinistra, compito che peraltro viene agevolato
dal mister avversario il quale toglie il brevilineo numero 7 per
inserire un datato 14. Stanti i quasi 90 anni presenti su quella
fascia, è facile capire per quale motivo il gioco si sposti ora sulla
fascia opposta, laddove Kiba Cavallo mette i primi tasselli di una
giornata indimeticabile. E' infatti l'autore del rigore che trova la
via del gol, anticipando di testa il portiere in uscita disperata, e
recapitando la palla lemme lemme in rete. A quel punto gli ospiti, se
possibile, creano ancora più confusione nelle diverse zone del campo,
e prima Paolo poi ancora Kiba chiudono definitivamente il discorso con
due azioni simili a quella del secondo gol giallorosso, ma ancor più
comiche. E' in particolare l'ultima rete ad essere davvero
imbarazzante per il numero 1 dell'arzerello, che, tutto solo, si
lascia sfuggire la palla tra le gambe e consente al maggiore dei due
Cavallo di confezionare una storica doppietta.
Alla fine del match il Perarolo non può che sorridere, nonostante la
prestazione non sia tra quelle da incorniciare, ma i tre punti erano
davvero indispensabili per ridare fiato e speranza ad un ambiente che
negli ultimi mesi ha dovuto digerire troppi bocconi amari. Mercoledi
sera si torna in campo per il primo dei due recuperi infrasettimanali:
il Perarolo affronterà la prima della classe, quel vigorovea che tutti
danno come squadra imbattibile. I giallorossi sono chiamati ad un
compito arduo, che si potrebbe però trasformare in una gara da
ricordare.

| edit post

PERAROLO 3 - SAMMARTINO 4 (o "come farsi del male da soli dopo aver sputato l'anima)

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
A meno di 72 ore dall'incidente diplomatico che, per i pochi che non ne fossero a conoscenza, vi riassumeremo in breve


QUINDICI MINUTI DI TENSIONE
tragicommedia in atto unico

Rossi: [...] sinque euro?
Isy: Rossi, te me fe schifo!
Rossi: va ben, ma tira fora 5 euro pa dirme certe robe
Isy: te me fe sentire come un can!
Teschio: vardeo, el xe come e bestie che va morire distante da casa
Isy: vecchio, ti va in figa de to mare
Rossi: e vojo 5 euro anca dal vecchio
Pato (gone berserk): Rossi te ghea ghe da moare gheto capio te ghea ghe da moare gheto capio te ghea ghe da moare gheto capio te ghea ghe da moare gheto capio (esce di scena)
Rossi: vojo 5 euro anca da Pato desso
Isy: xe tutto l'anno che xe cussì
Rossi: magari! a sta ora saria miliardario!
Isy: se gavì qualche problema co noialtri basta che o disì
Macho: vecchio, te si un paria
Vecchio: cossa?
Macho: un paria
Vecchio: cossa?
Macho: un paria
Vecchio: cossa?
Pato (torna in scena e allunga una mano): Rossi scusa
Rossi: vaeà vaeà ti
Pato: te so drio dare a man, te chiedo scusa
Rossi: mi e ti femo i conti dopo
Pato (gone berserk, again!): Rossi te ghea ghe da moare gheto capio te ghea ghe da moare gheto capio te ghea ghe da moare gheto capio te ghea ghe da moare gheto capio
Gaetano: ma ti gheto bevuo?
Berni, Beccò, Paja Onga: dai che ndemo zugare a carte
Fefè (in italiano): secondo me comunque è perchè loro vorrebbero che giocassero
Berni, Beccò, Paja Onga: dai che ndemo zugare a carte
Salvo: tu Macho non dici niente?
Macho: Vecchio, te si un paria
Macho: ma pa nadae no te podevi farte regaeare un vocaboario?
Vecchio: cossa?

Berni, Beccò, Paja Onga: dai che ndemo zugare a carte
Isy, alzando l'indice nel suo tipico gesto: perchè o savemo Rossi, o dise tutta peraroeo, che ti te voi mandare tutto in vacca
Rossi: i penini no xe de vacca!
Isy: Presidente...
Presidente: alla quale moeghea tutti e ndemo in letto dormire
Berni, Beccò, Paja Onga: ma noialtri dovemo zugare a carte... all in!

SIPARIO



a meno di 72 ore dal fattaccio, dicevamo, e rientrata comunque l'emergenza (con tanto di dimissioni lampo da parte del Baffo e revoca altrettanto lampo delle dimissioni lampo) il Perarolo Calcio si ritrova nei locali del Frazionale per la prima partita del 2009, che coincide con l'ultima giornata di andata del campionato di terza categoria 2008-2009, anche se poi non è davvero così perchè ci sono due gare da recuperare, ma ufficialmente è così, per cui noi scriviamo così.
Tra nevicate, piogge, turni di riposo, fari fuori norma, arbitri in ritardo, mareggiate ed eruzioni vulcaniche i ragazzi di via Diaz non scendono in campo da più o meno due mesi: l'unico risultato che si ricordi è una pesantissima sconfitta sul tutt'altro che temibile campo di Bojon, in una giornata così nebbiosa che non è nemmeno dato sapere quale sia stato il punteggio finale.
Al contrario, quella odierna è una splendida giornata e nonostante qualche chiazza di ghiaccio qua e là, il Frazionale è in ottime condizioni, e i 13 gradi centigradi che si registrano a bordocampo fanno davvero piacere agli 11 in campo e agli altrettanti in panca. Si perchè, contrariamente a quanto solitamente accade d'inverno, il Perarolo non si è mai trovato così numeroso ad allenamenti e partite, tanto che Aldo Moro è costretto a risiedere (non solo fiscalmente) in tribuna e Cugino Bernoccolo a registrarsi come massaggino. L'undici titolare è: Beccò, Elaborato (cap), DiareaOtite, Trivella (vicecap), Jackie; Paja Onga, Totò, Fefè; Pato, Paolo, Filippo Jordan Giordari. I giallorossi, che ritrovano l'amato rosanero, finora dato per disperso o nelle mani di qualche banda di ladruncoli che di tanto in tanto si frega boeri e mute in campo, ritrovano anche il simpatico accento dello stesso arbitro che li aveva diretti con singolari capacità nel derby di Stra. E con lo stesso stile "a la cazzò" dirigerà questa partita, sventolando 7 cartellini gialli ai ragazzi del Baffo, molti dei quali discutibili, soprattutto se si considera che Paja Onga ha commesso due falli in tutto il match ed è stato ammonito due volte lasciando così la squadra in balia degli usurai proprio a fine gara quando... Ma andiamo con ordine, anche perchè le cose per il Perarolo si erano messe decisamente bene, già dopo un paio di minuti.
Paolo dimostra di essere in splendida forma e s'invola sulla sinistra lasciando di stucco il diretto avversario che, complice anche una lastra di ghiaccio giustapposta dai giardinieri della Vigontina, va giù dritto; Paolo ha pertanto tutto il tempo di alzare la testa e pennellare per l'accorrente Pato che dal secondo palo, in tuffo, incrocia la palla sul palo opposto ed insacca un grandissimo gol!
Gli avversari, che per la cronaca erano i chierichetti di San Martino, tra una bestemmia e l'altra trovano il tempo di prendere in mano il gioco: schierati con due punte molte vicine e pronti a sfruttare gli spazi lasciati liberi sulle fasce, i tuttorossi si fanno sempre più pericolosi e dopo un paio di interventi decisivi Beccò deve capitolare: Elaborato è bravo ad intercettare un passaggio filtrante ma il suo tocco finisce per mettere fuori causa Trivella che era uscito per evitare guai peggiori e servire invece il veloce numero 7 che a pochi passi dal numero 1 giallorosso non può che insaccare.
Pochi minuti dopo, è proprio dalla fascia destra che gli ospiti trovano il raddoppio, con una combinazione che libera un centrocampista in piena area a due passi da Beccò, il quale è ancora una volta incolpevole. Risultato ribaltato in un attimo, ma Perarolo che non demorde, anzi, entro la fine della frazione di gioco dapprima sfiora il pareggio con Pato e Jordan, e poi effettivamente mette a segno la seconda rete proprio con il più giovane dei bomber lucani, bravo ad intercettare un pallone in mischia e a spingerlo alle spalle del portiere avversario.

La partita è aperta a qualsiasi risultato, e al ritorno dagli spogliatoi è il Perarolo, contrariamente alle sue abitudini, ad avere in mano il pallino: Salvo detta lucidamente i ritmi del gioco, e il movimento di Jordan e Paolo mette alle strette la retroguardia di rosso vestita. Col passare dei minuti tuttavia il copione cambia, e sono gli ospiti a macinare gioco. Nel frattempo parte la girandola dei cambi (a fine gara se ne conteranno ben dieci!) e in qualche caso il Baffo si trova costretto ad improvvisare: uno dopo l'altro si fanno male o soffrono di crampi Fefè, Jackie, Elaborato, Jordan e Berni. Paradossalmente, l'uscita di Fefè e il conseguente spostamento di Pato a centrocampo crea le premesse per il gol del vantaggio casalingo. E' proprio Neurone Naransa, infatti, a prendere palla a sfruttare l'assist dalla sinistra e a scagliare, abbondantemente da fuori area, una cannonata sul sette. Prodezza balistica degna di nota, e Perarolo che vola sulle ali dell'entusiasmo e che per poco non raggiunge il doppio vantaggio quando la precisa conclusione di Toldo si infrange sui piedi del portiere. Poi ci si mette un po' la sfortuna (dei numerosi acciacchi ed infortuni abbiamo detto), l'arbitro (che espelle Paja Onga e concede 9 minuti di recupero, peraltro giustificati) e anche una crisi d'identità collettiva dei giallorossi che ridotti in dieci, e con pochi difensori di ruolo, si fanno prendere dall'euforia e dopo un lungo assedio escono indiscriminatamente in 5 alla ricerca del gol. Peccato che il loro tentativo venga abortito sul nascere e un rapido contropiede getti alle ortiche quella che poteva essere una vittoria memorabile. Non solo, con lo stesso atteggiamento decadente, il Perarolo riparte malissimo da centrocampo, permettendo agli avversari di arrivare in area e, dopo un batti e ribatti di circa 30 secondi, di violare per la quarta volta la rete giallorossa. Il triplice fischio è dietro l'angolo e le scaramucce tra le opposte squadre anche, grazie anche alla sportività dimostrata dagli ospiti: i tre punti potevano andare in entrambe le direzioni, e anche il pareggio non sarebbe stato un risultato bugiardo, così come il punteggio finale non lo è. Certe esultanze poco dignitose e soprattutto irrispettose, tuttavia, andrebbero evitate perchè in campo bisogna vincere ma bisogna anche saper vincere e perchè c'è sempre una gara di ritorno da disputare.
In settimana, il Baffo spera di recupare i tanti acciaccatti con cui deve improvvisamente fare i conti: neanche il tempo di avere la rosa al completo, che si fanno male alcuni giocatori. In particolare, c'è molto timore a riguardo del ginocchio di Jackie mentre la condizioni del neurone di Pato, uscito incredulo dopo l'hat trick, non interessano praticamente a nessuno.

| edit post

US PERAROLO 1 - VIGONOVO TAMBEE 4 (chiamate l'esoriciccio)

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
Ciao noooooooooote fonda al Frazionale, violato per l'ennesima volta, la terza di fila dagli avversari, in questo caso i paricategoria del vigonovotambee dell'ex Ercole Contin.
I giallorossi, ieri in bianco, tanto per cambiare devono fare i conti con i tagli al roster, manco fossimo in alitalia: assente Fefè per l'espulsione rimediata sette giorni prima (e perché doveva stare dietro a facebook); assente trivella perché impegnato in faticosi allenamenti in altura; assente pure Bernoccolo per un misterioso malessere che non l'aveva colpito la sera prima al makkarone, ma solamente verso l'ora di pranzo. Da aggiungere inoltre che Kiba è a mezzo servizio perché ha perso una costola nel tentativo di emulare D'Annunzio mentre il gemello Pato è reduce da una settimana di riposo forzato, così come Mr. Lui che è reduce da un tour de force tra le lenzuola di discutibili megere del nordeuropa... L'undici titolare è pertanto: Beccò, Bernarda, Paja Onga, Jackie, Camacho; Pajaro, Totò, Kiba, Pato; Toldo, Paolo. La partita inizia con le due squadre che si studiano nella zona centrale del campo, senza un predominio nè dell'una nè dell'altra formazione. Il perarolo mantiene un atteggiamento prudente e ha spesso la meglio sui tentativi degli avversari, ai quali rispondono con l'arma del contropiede, un'arma smussata da troppa imprecisione e da un Zaghetto un po' spaesato nel poco consueto ruolo di terzino sinistro. L'equilibrio viene spezzato da una giocata maiuscola di Paolo, che va a recuperare un pallone impossibile lungo l'out e la piazza proprio sui piedi di Toldo che a due passi dal portiere non può che insaccare. 1 a 0 e Perarolo sugli scudi. La reazione degli ospiti è piuttosto inconsistente: si presentano spesso palla al piede fino al limite dell'area, ma i tiri che lasciano scoccare sono tutti imprecisi e Beccò non deve nemmeno fingere di impegnarsi.
A 5 minuti dalla fine della prima frazione di gioco, il Fato volta le spalle al Perarolo. Sull'ennesimo tiro da fuori area, la palla colpisce il palo alla sinistra del coniglietto giallorosso la cui testa raccoglie il rimbalzo e spedisce la sfera in rete per un gollonzo da cineteca.
 
L'inizio della ripresa è ancor più catastrofico. Punizione dalla sinistra, palla ribattuta che finisce tra i piedi dello stesso attaccante "autore" del pareggio, Camacho respinge sulla linea e Beccò blocca. Tutto bene, se non fosse che nella confusione Mr Lui si accartoccia su se stesso e, lamentando un dolore al ginocchio, esce dal campo. Al suo posto entra Pennywise e mentre i padroni di casa prendono le misure, il terzino avversario se ne va bel bello in giro per il campo, carica il cross di sinistro, lui che è destro, e la piazza con precisione... sul palo interno opposto. Un gol sicuramente voluto che premia oltremodo la squadra gialloblu.
E non c'è due senza tre.
Passano pochi minuti, fendente in area giallorossa, Pennywise rinvia di destro, la palla assume una traiettoria impazzita, come quando nel videogioco della pallovolo in patronato premevi il tasto rosso e giallo e facevi la sbisigoeona... Bellò la segue con lo sguardo ma quando se la trova tra le mani  non ha ancora smesso di ruotare, e cade mollemente in rete.
A quel punto il Perarolo cerca con ancora maggior pressione di ribaltare il risultato, e arriva vicino alla rete che potrebbe riaprire il discorso in un paio di occasione e scoprendosi di quel tanto che basta per prendere il più classico dei gol in contropiede. 1 a 4 e maledizione del Frazionale che continua. E' anche tempo di un sano turn-over: ecco allora che entrano Bedon, Giggi e Aldo che putroppo non riescono a rivitalizzare l'asfittica domenica perarolese.
"Una sconfitta dura da digerire" ammette il Baffo a fine gara "ma per come si è sviluppata faccio anche fatica a trovare dei demeriti nella mia squadra... forse potevamo essere un po' più attenti in certe fasi della gara, ma sulle prime tre reti subite (la quarta non l'avremmo mai presa in occasioni "normali") ho poco da rimprovevare ai miei ragazzi, è difficile vedere tre gol del genere in una stessa partita. Speriamo di aver chiuso qui i conti con la sfortuna...."
Nel frattempo, la dirigenza ha già affittato un pulmann per una gita infrasettimanale a lourdes...

| edit post

SAN MARCO NOVENTA 0 - PERAROLO 2

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:
La domenica perfetta inizia venerdi sera. La quasi totalità dei giocatori dell'US Perarolo, eccezion fatta per un manipoli di mormoni dello Utah impegnati in celebrazioni religiose, si ritrova a partire dalle ore 20 per una sobria cenetta a lume di candela presso i locali de "il makkarone". I ragazzi hanno amabilmente conversato per ore ed ore con un bicchiere di cognac in mano e la musica del clavicembalo che accompagnava i loro filosofici pensieri. Paja Onga ha rimato un poema epico in quartine estroverse dal titolo "son triste chè m'han tolto una ciste", mentre Berni ha decantato le gesta delle donne da egli conosciute nei suoi recenti viaggi nelle terre d'Oltralpe ed Alemagna, per non parlare di quelle quattro sgualdrine polacche. Il tutto è stato documentato dalla maestria estetica di Simone Piedone Feisbuk Ferraresso, le cui foto sono già disponibili presso il rotocalco elettronico da cui prende uno dei due soprannomi.
Insomma, un'atmosfera settecentesca che ha caricato a molla i giocatori, scesi sul campo di giuoco con la necessaria concentrazione e le giuste motivazioni, consci anche del fatto che quello che passava era l'ultimo treno per il sogno promozione.
Il Baffo, che per la prima volta in stagione ha a disposizione tutto l'organico, fa accomodare in panchina Camacho e Kiba Cavallo preferendo al loro posto Trivella e Totò e disegnando un 4-4-2 richiesto a furor di popolo.
Nei fatti, mai come nella partita di ieri, la squadra si disporrà con un offensivissimo 4-3-3, almeno fino a quando la somma dei giallorossi, ieri in bianco, sarà 11.
E' Trivella, presentatosi per l'occasione con un nuovissimo look da naziskin, a dirigere la difesa e a prenderei gradi di capitano. Al suo fianco Jackie, Bernoccolo, Mr. Lui e Saponetta Buccia d'Arancia Beccò compongono la retroguardia difensiva; a centrocampo Totò, Fefè e Paja Onga compongono la cerniera di raccordo con l'attacco che sarebbe formato dai soli Pato e Paolo, ma che - come anticipato - vede Luca dispiegato nel ruolo di ala sinistra. Di fronte un'avversaria data tra le pretendenti alla promozione, se non addirittura come favorita al primo posto assoluto, una rosa di 40 giocatori, figlia di una fusione tra due blasonate società dei quartieri orientali di Padova, un allenatore che pare sia Mourninho e un attaccante da 8 reti in altrettanti match. Più il parrucchiere del Baffo che in qualche modo c'entra nel discorso, anche se nessuno, nonostante l'aneddoto sia stato svelato ai 4 venti, ha capito perché e percome. Ma tutto fa brodo, e che brodo! Già dopo tre minuti gli ospiti rischiano di passare in vantaggio quando Luca Pajaro, solo soletto, spara alto un pallone da pochi passi. Brividi sulla schiena dei padroni di casa, e brutti presentimenti nelle teste del Perarolo, che di occasioni ne ha sbagliate parecchie nelle ultime sfortunate prestazioni.
Ma anzichè abbattersi, la formazione d'OltreBrenta preme ancor di più sull'acceleratore e, senza esporsi al contropiede, prende possesso del terreno di gioco. Salvo, tornato a destreggiarsi con una palla al piede anzichè un rosario tra le mani, disegna traiettorie geometriche, Paolo lotta su ogni pallone, Luca è una vera spina nel fianco della macchinosa retroguardia del San Marco, e la rete di Pato al ventesimo è il giusto coronamento di un predominio assoluto. Sugli sviluppi di un cross dalla sinistra, Fefè prova la rovesciata acrobatica: l'esito è tutt'altro che spettacolare ma quello che doveva essere un tiro si trasforma in un assist per il lucano, che è lestissimo a calciare in rete sorprendendo difesa e portiere.
Il San Marco reagisce, e infastidisce Beccò con un paio di calci piazzati velenosi, ma Trivella e soci riescono sempre a sbrogliare la matassa e a riproporsi in attacco. E chi di punizione cerca di ferire, di punizione perisce: Salvo pennella al centro dell'area, respinta sbilenca della difesa ed ecco che arriva il classico gol dell'ex. Paolo non ci pensa un attimo e scarica in porta tutta la rabbia accomulata domenica scorsa e il rancore verso la società per cui ha militato per molti anni.
A questo punto la partita è virtualmente chiusa: il San Marco cerca di mescolare un po' il centrocampo ma sono vani esercizi di stile. Il Perarolo però non vuole chiudere il match con troppa tranquillità e si lascia coinvolgere da una bagarre del tutto inutile, con il risultato che Fefè viene ammonito e cinque minuti più tardi, quando l'ammonizione serve davvero per fermare un avversario lanciato verso la porta, ecco che scatta il rosso. Il baffo è giustamente furioso e deve correre ai ripari durante il riposo, lasciando Paolo da solo in attacco e spostando Pato sulla linea dei centrocampisti, per evitare le prevedibili sfuriate dei cursori casalinghi. Tuttavia, al rientro dagli spogliatoi, sono gli ospiti ad avere in mano il colpo del definito, inappellabile ko. Prima con lo stesso Pato, che cerca di sorprendere il portiere avversario da fuori area dopo una perfetta azione in contropiede, e poi con Trivella che spizzica di testa il corner calciato da Salvo, la palla percorre tutta l'area di rigore ma purtroppo non trova nessuna maglia bianca a ribadirla in rete.
A quel punto il San Marco reagisce e prende possesso del match, grazie alla superiorità numerica e ai primi accenni di vecchiaia da parte di Salvo, più nella testa che nel corpo. Ma di occasioni vere e proprie i giallorossoneri non ne creano, e più aumentano i centimetri in attacco, più la retroguardia perarolese ha buon gioco. Non è un assedio quindi, quello cui si assiste dalla tribuna (tribuna che peraltro ospita Pano, ex giallorosso che ora milita nella caminese e la cui partita è stata sospesa per squaraus del direttore di gara) ma uno sterile tentativo di accorciare le distanze, frustrato ogni volta dagli anticipi di Berni, dalla fisicità di Jackie e PajaOnga, dalla grinta di Trivella, dal neurone di Pato e dalla fierezza di appartenere alla razza che del Presidente degli Stati Uniti di Bernoccolo. L'unico vero pericolo che corre la porta di Beccò è a pochi minuti dal 90° quando Beda si fa tutto il campo in solitudine, e scaglia un pepitone da fuori area. Con la sicurezza tipica dei grandi portieri, Saponetta accompagna con lo sguardo la palla... sulla traversa... e in qualche modo fa sua la sfera dopo che questa rimbalza abbondantemente fuori dalla riga. Il triplice fischio arriva con qualche attimo di ritardo, ma sancisce una vittoria meritatissima e mai in discussione, nonchè il rilancio delle quotazioni perarolesi presso il borsino della terza categoria.

| edit post

The Frazionale Curse strikes back

U.S. Perarolo - 2006/2007 Filed Under:

Così come l'anno scorso fu durissima sfatare il taboo del frazionale, anche quest'anno, dopo un promettente avvio tra le mura amiche, il Perarolo deve registrare una certa ritrosia a far punti in casa. Dopo l'inopinata sconfitta con la Caminese di settimana scorsa, la squadra del baffo porta a casa un'altro risultato negativo, stante lo 0 a 1 con il quale il Pianiga mantiene il primato in classifica.
Risultato bugiardo, figlio di un pasticcio difensivo, e frutto più della sfortuna dei padroni di casa che dei meriti degli ospiti. Una volta ancora, la formazione titolare è la formazione tipo ed è l'unica possibile: Beccò tra i pali, Cugino e Pennywise sulle fasce, Camacho e Jack a formare la coppia centrale; centrocampo a base di Fefè, Luca Pajaro e Berni; Kiba, Pato e Paolo a formare il pacchetto offensivo.
La partita inizia in sordina, con le due squadre che cercano di controllare il gioco ma non hanno ancora voglia di affondare: la prima occasione capita al quarto d'ora del primo tempo, allorquando Cugino fa sua una respinta avversaria e da tre quarti campo spara un bolide che va ad incocciare l'interno della traversa, con la palla che rimbalza - immaginiamo - fuori dalla linea di porta e ritorna in gioco. La scarsità di attaccanti giallorossi, ieri in biancorossoverde, all'interno dell'area determina tuttavia l'impossibilità di alimentare l'azione offensiva, men che meno di cocretizzarla. Sul capovolgimento di fronte il Pianiga passa in vantaggio: cross dalla fascia sinistra, Luca salta ma non prende la palla, disorienta Camacho di quel tanto che basta al centravanti avversario per calciare una provola verso Beccò il quale parte con un attimo di ritardo e vede la palla accasciarsi mollemente a fil di palo, alle sue spalle. La reazione del Perarolo non tarda, ed è Jack a cercare di pareggiare i conti: il suo stacco imperiale è perfetto per tempismo e potenza, ma la palla sorvola di qualche centimetro la traversa. La pressione della squadra del Baffo è costante, e per forza di cose si aprono dei varchi per gli attaccanti ospiti. Pur cincischiando un po' troppo, Camacho e compagni riescono sempre a cavarsela egregiamente fino a quando, a pochi minuti dal termine della frazione, lo stesso capitano giallorosso si vede fischiare un rigore contro per presunto atterramento del numero 11, che prima e dopo si dimostrerà particolarmente abile nell'arte del saltino. Azione non chiarissima, ma Beccò testimonia a favore del suo compagno di squadra e tanto ci basta.
Da segnalare anche il simpatico siparietto che Camacho stesso mette in piedi con l'arbitro:
"Arbitro, ma che ca**o hai fischiato???"
"Capitano lo hai...la pa...be be...gn gn..."
"Ecco vedi, non sai neanche dirlo..."

Ad ogni modo, lo stesso numero 11 si incarica della trasformazione, e... signori, mettete le catene da neve in bagagliaio: Beccò para.
Faccio lo spelling:
B-E-C-C-O-'-P-A-R-A-I-L-(-U-N-)-R-I-G-O-R-E
Il fatto è cosi straordinario, clamoroso che i difensori giallorossi devono strabuzzarsi gli occhi prima di avventarsi verso la palla e allontanare definitivamente la minaccia.

C'è ancora il tempo di vedersi negato un rigore e di assistere ad una punizione di Paolo che lambisce la traversa, dopodichè l'arbitro manda tutti negli spogliatoi.
Il mister non ha granchè da rimproverare ai suoi, se si escludono certe leggerezze in fase di interdizione, per il resto però, fino ad ora, la squadra ha tuttaltro che demeritato, e il risultato, per quanto ingiusto, non si può certo considerare chiuso.

La ripresa inizia infatti con un Perarolo arrembante, che provo a sfondare la solida retroguardia avversaria con diverse azioni dalla fascia destra e qualche incursione centrale. Pur senza creare dei veri e propri brividi al portiere avversario, la pressione è davvero notevole e meriterebbe una conclusione favorevole al team casalingo. Così non è, e dopo un quarto d'ora, fatalmente, si deve rifiatare: complice anche il cambio di tutto il reparto offensivo ospite, la partita si rimette sul piano dell'equilibrio, per quanto le punte neo entrate non siano all'altezza delle precedenti, sono comunque fresche di bucato, e creano qualche grattacapo alla difesa. Alla mezzora l'occasione del pareggio capita sui piedi di Paolo, che si gira abilmente in area e calcia sul primo palo, ma il portiere ci arriva per miracolo. Il Pianiga gioca solo di rimessa e beneficia anche di un'inattesa superiorità numerica allorquando il neo entrato Icio si fa espellere in un battibaleno per proteste a seguito di un fallo. Beccò si guadagna ancora gli applausi del Frazionale con un'intervento d'istinto a tu per tu con l'attaccante, ma per il resto la partita non offre più spunti notevoli. Il Perarolo non merita la sconfitta, ma se ne va a casa, anzi ci è già, con le pive nel sacco, per la seconda giornata consecutiva.
Nel fatturato del match pesano alcune scelte avventate dei giocatori, che a volte dimostrano poca lucidità, ma pesa in particolare la cronica scarsità di giocatori: giornata dopo giornata gli uomini a disposizione del Baffo sono sempre contati, e sostanzialmente non c'è possibilità di cambiare il volto alla squadra a partita in corso. Basta pensare a come gli avversari, pur perdendo qualcosa in termine di qualità, abbiano ripreso controllo della partita permettendosi il lusso di cambiare tre attaccanti su tre: una facoltà che non è concessa al Perarolo, che non ha un piano di riserva. In settimana pare arrivino due nuovi rinforzi, ma per come stanno le cose al momento, ci vorrebbero almeno quattro o cinque innesti. La stagione entra nel vivo, e domenica sarà importantissimo tornare a fare risultato: il distacco con le prime in classifica è già piuttosto evidente, e il Perarolo non si può concedere il lusso di ulteriori passi falsi.


| edit post